La morte di Christian resta un mistero

San Salvo. Il medico legale: «Non è stato né infarto né shock anafilattico». Servono altri accertamenti. E’ un giallo come Morosini
SAN SALVO. Per San Salvo oggi è il giorno del dolore. Alle 11 nella chiesa di San Giuseppe saranno celebrati i funerali di Christian Cerbone, 19 anni, stroncato giovedì scorso da un improvviso arresto cardiaco nel corso di una partita di calcetto. Il sindaco Tiziana Magnacca ha proclamato il lutto cittadino. Sospeso il mercato settimanale e saracinesche dei negozi abbassati. La salma di Christian è rientrata ieri pomeriggio a San Salvo al termine dell’autopsia.
L’AUTOPSIA. Neanche l’esame autoptico è riuscito a scoprire le cause della morte di Christian. Non si è trattato di shock anafilattico. «Dall’autopsia», conferma il medico legale Pietro Falco, «non è emerso alcun elemento macroscopicamente rilevante. È una cosiddetta autopsia bianca, come avvenne per il caso del calciatore del Livorno Piermario Morosini». I periti hanno eseguito prelievi di tessuti per eseguire esami istologici e di laboratorio. Sarà fatto il possibile per scoprire che cosa ha provocato l'arresto cardiaco al giovane Christian. È quanto vogliono sapere i genitori del ragazzo.
IL SALUTO DI PAPÁ ANTONIO. Straziante il saluto di Antonio Cerbone al figlio sulla pagina facebook del ragazzo “Amore mio», ha scritto Antonio Cerbone, “per noi il mondo si è fermato per sempre. Eravamo una famiglia modello, ma purtroppo tutto questo è finito. Non capirò mai perché sia successo proprio a te. Conviverò con questo indescrivibile dolore. In ospedale ho pregato Dio perché prendesse me e, purtroppo non è andata così, e non capirò mai il perché. Eri così fiero per aver raggiunto il tuo obiettivo, mancavano pochi giorni ormai prima che partissi per l’Esercito, ma anche questo sogno si è spento. Io non so se riuscirò ad andare avanti perché il io cuore si è spento insieme al tuo. Non dimenticherò mai le tue ultime parole: «Ciao pa’, scendo, vado a giocare a calcio, ci vediamo più tardi». Purtroppo dopo un’ora e mezza è arrivata la telefonata che ha distrutto la mia vita. Con tutte le mie forze cercherò di scoprire cosa ti è accaduto. Te lo giuro. Resterai sempre con noi”.
L’AFFETTO DELLA CITTÁ. Sono centinaia le persone che ieri hanno raggiunto Chieti per stare vicino alla famiglia Cerbone in un momento così tragico. I genitori del ragazzo hanno fatto sistemare per qualche ora la bara nella chiesetta dell’obitorio dell’ospedale di Chieti. Il flusso di visitatori è stato notevole. Tanti i genitori dei compagni di Christian, ma anche i professori del ragazzo, i titolari di bar ristoranti e lidi nei quali Christian ha lavorato. Nel tardo pomeriggio la bara è stata riportata a San Salvo ed è stata allestita la camera ardente a casa.
I FUNERALI. Questa mattina il corteo funebre lascerà la casa del giovane, in via Tobruk, alle 10,30. A piedi, passando per il centro storico ,la bara sarà accompagnata nella chiesa di San Giuseppe. Il suono mesto della banda di San Salvo scandirà il passaggio del feretro. In chiesa alle 11 si terrà la messa cantata. Anche l’amministrazione comunale sarà presente ai funerali. «Nessuna madre vorrebbe sopravvivere ai propri figli», ha detto il sindaco Magnacca. «Sono addolorata come madre e come sindaco».
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