La palazzina perde pezzi nel quartiere Fontegrande

17 Febbraio 2017

Ortona, i residenti degli alloggi popolari denunciano e chiedono aiuto al Centro Muri con crepe e impregnati d’acqua. La struttura alta quattro piani è dell’Ater

ORTONA. «Qui siamo in emergenza e la situazione peggiora ogni giorno di più». Quartiere Fontegrande, Piazza XXVIII dicembre, c'è il terrore negli occhi dei residenti della palazzina dell'Ater al civico 27. Una struttura di quattro piani si sta sbriciolando, in un contesto di degrado che mette in pericolo l'incolumità delle famiglie residenti. Chiedono un pronto intervento dell'azienda territoriale per l'edilizia residenziale affinchè si ristrutturi un edificio realizzato quasi 40 anni fa, «ma su cui non è stata fatta mai manutenzione» assicurano gli abitanti di questi otto appartamenti.

La situazione sfiora la drammaticità: guardare il palazzo dall'esterno mette i brividi. Calcinacci caduti a terra, intonaco delle pareti esterne deteriorato, e purtroppo dai pilastri e travi in cemento armato si notano anche i ferri. La notte da queste parti si fa fatica pure a dormire: «Ogni tanto sentiamo scricchiolare, come se cedesse qualcosa», dicono gli abitanti del civico 27, «il tutto è degenerato dopo il terremoto de L'Aquila». Emanuel Sorbello e Rocco Gollino, due residenti della palazzina, ci mostrano quanto grave sia la realtà in cui vivono. Fuori dallo stabile oltre a vari pilastri pericolanti impressiona la zona del cortile la cui superficie è rivestita con mattonelle. Tra loro però si è generata una sorta di faglia che crea un dislivello della superficie stessa di qualche centimetro. È l'ennesimo segnale di un edificio che sta cadendo a pezzi. Su un balcone al primo piano manca un pezzo di intonaco, Sorbello ce lo indica e sostiene che è caduto qualche settimana fa, durante la fase di maltempo che ha colpito l'Abruzzo.

«Per fortuna nessuno si è fatto male, ma con i calcinacci che cadono il rischio è davvero alto». Sulle scale ci sono altri pezzi di intonaco staccatisi dalle pareti e rimasti lì, quasi a rendere ancor più l'idea della triste realtà con cui devono fare i conti le famiglie di questi appartamenti. Ci spostiamo su una facciata laterale del palazzo e notiamo un altro particolare che mette i brividi: la base della palazzina è in stato di cedimento, tant'è che manca addirittura il terreno sotto di esso. Poi entriamo all'interno della struttura e Gollino ci mostra le infiltrazioni d'acqua e le crepe sulle pareti. Insomma la situazione è davvero difficile: «Il nostro amministratore ha inviato all'Ater diverse comunicazioni con foto allegate per segnalare i disagi, ma finora nulla è stato fatto», protestano i residenti del civico 27.

Sorbello ha contattato di sua iniziativa un tecnico che ha eseguito un sopralluogo per verificare lo stato della struttura: «Ci ha detto che si è indebolita parecchio ma che non è a rischio collasso», avverte. «Tuttavia vanno fatti al più presto dei lavori di ristrutturazione perchè ci sono parti pericolanti. Quindi torniamo a chiedere all'Ater che si attivi affinchè venga ridata sicurezza alle nostre abitazioni».