La Pilkington: costi alti, via alle nuove tecnologie

17 Giugno 2021

Incontro tra i vertici aziendali e i sindacati: nessuna certezza sugli esuberi Il colosso annuncia investimenti sul lavoro digitale per abbattere le spese

SAN SALVO. Le immatricolazioni auto calate del 20% e la pandemia hanno creato una situazione allarmante nello stabilimento della Pilkington. Ma ora la sfida più grande rimane quella dei rifacimenti programmati nel prossimo futuro, a partire dall’imminente riparazione a caldo per il Float SS2.
È quanto emerso ieri nel corso del lungo incontro tra l’azienda, le organizzazioni sindacali territoriali e le rappresentanze unitarie per analizzare la situazione di mercato e l’andamento economico dello stabilimento. In tema di esuberi l’azienda ha evidenziato come sia prematuro effettuare qualsiasi quantificazione, ma ha confermato che tutto il team manageriale è fortemente impegnato a lavorare per rendere il sito di San Salvo sempre più competitivo e che non sono in corso iniziative di altra natura.
L’avvio del programma di trasformazione annunciato dal gruppo continuerà a focalizzarsi sulla riduzione dei costi fissi e sull’accelerazione delle automazioni che dovranno consentire di ristabilire nel più breve tempo possibile l’utile economico di esercizio e la generazione di liquidità. «L’azienda», hanno spiegato i sindacati, «ha ribadito che il costo del prodotto sia ancora fortemente condizionato dall’effetto dei trasporti verso i costruttori di auto ormai localizzati in larga parte in centro ed est Europa. Anche i costi delle energie si presentano per quest’anno particolarmente elevati e le politiche di costo del lavoro non sono in grado di contrastare la concorrenza europea interna ed esterna. I nuovi investimenti sono e saranno gestiti con un’attenzione particolare alla produttività attraverso il digitale». Pilkington ha introdotto iniziative formative anche tramite il Fondo Nuove Competenze volte a formare i lavoratori sulle nuove tecnologie e competenze. Il budget per l’anno corrente è fortemente influenzato sia dalla riduzione delle vendite di auto sia dalla grossa difficoltà dei costruttori di approvvigionare la componentistica non disponibile (semiconduttori, plastica). La riparazione a caldo per il Float SS2 richiede diversi milioni di investimento ancora non approvati. Anche nelle seconde lavorazioni ci sono molte sfide su tecnologie innovative e nuove produzioni ad elevato valore aggiunto che rappresentano il frutto del piano industriale siglato alcuni anni fa (con oltre 50 milioni di investimenti) e costituiscono la base per il futuro dei nostri stabilimenti a San Salvo.
I sindacati hanno chiesto all’azienda di chiarire la portata degli esuberi nonché di mettere in campo iniziative volte a migliorare la saturazione delle linee produttive per tutelare i livelli occupazionali anche degli stabilimenti Bravo e Primo con i contratti di espansione. Smentite voci che parlano sia di dimissioni a livello dei vertici aziendali locali che a possibili vendite della fabbrica.