La politica ci costa 700mila euro l’anno

16 Aprile 2015

Dai 54mila euro di Di Primio agli 864 euro di Di Fabrizio, ecco le indennità e i gettoni di presenza (lordi) in Comune

CHIETI. “Cara” politica, quanto ci costi. Dati alla mano, le retribuzioni di sindaco, giunta e consiglieri comunali nel 2011 sono venute a costare alle casse comunali, e quindi ai cittadini, quasi 700 mila euro. Per la precisione il totale è di 671.518 euro, di cui 354.995 è stato speso per sindaco e giunta e 316.522 per i consiglieri comunali. Nella lista, inoltre, non viene computato il compenso dei due parlamentare allora presenti in Consiglio, Fabrizio Di Stefano e Giovanni Legnini, che non percepivano emolumenti, per la legge che vieta il cumulo di indennità. Di buono c’è da dire che abbiamo anche le cifre del 2012 in cui il compenso di ognuno scende leggermente. Lo stipendio del sindaco, Umberto Di Primio, infatti, passa da 54.417 euro a 48.429 euro. Gli emolumenti degli assessori, quelli a tempo pieno, sono invece calati da 32.494 euro a 29.057 euro. Per i consiglieri comunali, invece, c’è grande disparità, perché il compenso dovrebbe andare a seconda del lavoro svolto. Molto incide quanti gettoni di presenza a Consigli comunali o sedute di commissione si riesce ad ottenere. Da questo punto di vista i capigruppo consiliari sono più avvantaggiati, anche se, bisogna ricordarlo, basta la “presenza” per prendere il relativo gettone e non incide, invece, quanto e come quella “presenza” frutti realmente dal punto di vista del lavoro svolto. Questo fa capire perché assistiamo così facilmente al proliferare dei gruppi consiliari, alcuni dei quali è difficile persino chiamare “gruppo” quando, ad esempio, sono composti da un solo membro, con gente che fa tutto da sé, gruppo e capogruppo di se stesso. La semplice “presenza” basta anche a far scattare il gettone in quelle sedute-lampo di Consiglio comunale che cadono al primo punto all’ordine del giorno. Purtroppo, l’assise consiliare teatina ci ha abituati a Consigli che cadono regolarmente alla prima convocazione. Scorrendo la lista dei compensi, troviamo che nel 2012 il più pagato in assoluto è stato Palmerino Di Renzo, capogruppo della lista civica “Alleanza per Di Primio”, che ha percepito 11.326 euro, seguito a ruota da Gianni Di Labio, capogruppo del Popolo di Chieti, che ha percepito 11.239 euro. L’anno prima, nel 2011, i due consiglieri si dividevano il primato, avendo preso entrambi la stessa cifra, 12.450 euro. Ma quell’anno erano in diversi tra i banchi consiliari a beccarsi il compenso più alto. In pratica erano saliti sul podio del meglio pagato anche i consiglieri, tutti capigruppo, Liberato Aceto (Uniti per Chieti), Marco Di Paolo (Gruppo misto) e il candidato sindaco del centrosinistra, Luigi Febo (Chieti per Chieti). Per finire siamo andati alla ricerca anche del consigliere comunale che ha percepito meno di tutti: si tratta di Domenico Di Fabrizio che è l’unico tra tutti i suoi colleghi a scendere sotto la soglia dei mille euro. Nel 2012, infatti, ha ricevuto solo 864 euro. Ma non ha brillato per presenza in consiglio.