La processionaria “invade” la città

1 Aprile 2016

L’allarme rosso lanciato dai residenti di Filippone: «Ce ne sono a migliaia»

CHIETI. Il quartiere Filippone è invaso dalla processionaria e i cittadini si chiedono chi debba disinfestare la città da questo insetto con le sembianze di un bruco che è capace di provocare problemi alle persone, così come agli animali e alle piante.

Un residente Gabriele Lozzi, ne segnala al Centro una presenza smisurata in via San Camillo De Lellis. «Negli ultimi giorni», ha sostenuto Lozzi, «a terra se ne potevano contare a migliaia». Essendo a conoscenza del fatto che può avere ripercussioni sulla salute umana, ha deciso di intervenire personalmente spruzzando nelle vicinanze della sua abitazione uno dei più comuni anti-insetti. «Stamattina», ha sottolineato ieri raccontandoci la vicenda, «se ne vedono molti di meno a terra ma sui pini si possono scorgere diversi nidi».

A Chieti i quartieri di Filippone, di Levante¿, alcune aree dello Scalo e la villa comunale sono tra le zone più colpite dalla processionaria. L'insetto è altamente distruttivo per i pini ed è pericoloso per gli animali, in modo particolare per i cani, che avendo l'abitudine ¿di annusare il suolo rischiano di ingerire i peli urticanti del bruco.

Ma la larva può avere anche effetti urticanti sull'uomo, tanto che sono stati già diversi i cittadini, tra cui anche bambini, che hanno accusato problemi, come ad esempio reazioni allergiche. Sulla questione nei giorni scorsi si è espresso anche il consigliere comunale del Pd, Alessandro Marzoli, chiedendo l'intervento delle autorità competenti attraverso una mozione depositata alla segreteria generale dell'ente. Ma l'emergenza non si placa: «Io non ho animali in casa», ha aggiunto Lozzi, «tuttavia nella zona in cui risiedo ci sono tanti bambini ed anche diverse famiglie che posseggono cani, ed il rischio è elevato vista l'innumerevole presenza della processionaria».

A chi spetta intervenire per arginare il più possibile il problema? Quando ci sarà una disinfestazione che possa evitare il proliferare di questo insetto? Sono domande a cui Lozzi, così come tanti altri cittadini di Chieti, vorrebbe avere una risposta. Nel frattempo, però, sono numerosi i teatini che hanno provveduto a proprie spese per la disinfestazione. Ma i nidi aumentano in maniera spropositata e le larve che cadono dagli alberi si moltiplicano. Il Filippone ne sa qualcosa. (a.s.)