La Procura ricorre in appello su Resort village ed EcoLan

18 Luglio 2015

LANCIANO. La Procura di Lanciano ha impugnato le sentenze di assoluzione di due processi per abuso di ufficio: quella che ha portato in aula l’amministrazione comunale di San Vito con il costruttore...

LANCIANO. La Procura di Lanciano ha impugnato le sentenze di assoluzione di due processi per abuso di ufficio: quella che ha portato in aula l’amministrazione comunale di San Vito con il costruttore Gianni Pagliaroli, per la variante al Prg di realizzazione del “San Vito resort village” e quella dell’ex consiglio di amministrazione di EcoLan, la società dei rifiuti, accusato di abuso di ufficio per la mancata riduzione delle indennità e per essere rimasti in carica oltre la scadenza del mandato.

Il procuratore capo Francesco Menditto ha atteso le motivazioni delle assoluzioni, entrambe con formula piena, “perché il fatto non sussiste” e ha presentato ricorso in appello. La Procura in entrambi i processi aveva chiesto pene tra uno e due anni di reclusione per gli imputati.

Il primo processo, quello di San Vito, si è chiuso il 23 marzo scorso con l’assoluzione piena, con rito abbreviato, per gli imputati - accusati di concorso in abuso d’ufficio - il sindaco Rocco Catenaro, gli assessori e i consiglieri che nel 2011 adottarono la variante al Prg oggetto del processo, ossia, Lorenzo Staniscia, Antonio Iarlori, Daniela Giuliante, Luigi Comini, Domenico D’Alessandro, Giuseppe De Nobile e Massimo D’Alessandro, il consigliere di minoranza Giovanni Berghella e l’imprenditore Gianni Pagliaroli. Erano finiti a processo perché, secondo la Procura, la procedura amministrativa di variante al Prg adottata nel 2011 per cambiare la destinazione d’uso del terreno a Colle Foresta da agricolo a turistico ricettivo per costruire il San Vito resort village (la struttura ricettiva a 5 stelle da 400 posti letto, piscine, spa, sale convegni, ristoranti, campi sportivi che dal 2007 la Pagliaroli vuole realizzare sul colle) era illegittima. Tanto che nel processo Menditto aveva chiesto la condanna a due anni per tutti gli imputati. Furono assolti.

Stessa sorte per il processo chiuso il 15 aprile scorso per abuso d’ufficio continuato in concorso dove erano imputati l’ex presidente del consorzio smaltimento rifiuti, oggi Ecolan, Riccardo La Morgia, l’ex vicepresidente Nicola Di Toro, gli ex componenti del Cda, Luigi Toppeta, Camillo Di Giuseppe e Nicola Carulli e l’ex legale della società Giacomo Nicolucci. Anche loro erano stati assolti con formula piena dal collegio, mentre la Procura aveva chiesto pene tra uno e due anni di reclusione.Gli imputati erano accusati di mancata riduzione delle indennità del 50% come previsto dalla legge finanziaria del 2008, del fatto che seppur decaduti per scadenza di mandato sono rimasti in carica 4 mesi - tranne Di Giuseppe - introitando178mila euro e per la nomina a supervisore pro tempore dell’ente di Nicolucci.

Teresa Di Rocco

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