La proposta di 5 onlus: c’è il locale per il distretto

Appello al governatore Marsilio per riportare in città la sede spostata a Casoli Ecco la lettera: «Ambulatori a palazzo Vittoria, bastano 45 giorni di lavori»
ATESSA. Sede del distretto sanitario di base, arriva la proposta di 5 associazioni: «Abbiamo trovato noi il locale, è nel palazzo Vittoria in piazza Garibaldi». Il distretto sanitario è stato trasferito, dopo l’apertura dell’ospedale Covid ad Atessa, nel Pta di Casoli e questo ha sollevato vive polemiche. La proposta, indirizzata al presidente della Regione Marco Marsilio, all’assessore alla sanità Nicoletta Verì, al direttore della Asl Thomas Schael, al direttore sanitario Angelo Muraglia e al direttore del Nod Sangro Aventino Fioravante Di Giovanni, parte da Pietro Stefano, presidente della Scuderia Ferrari Club Atessa (referente), Emilio Iacovanelli, presidente associazione Diabetici, Marco Cicchitti, presidente Anffas, Giorgio Marino, presidente associazione Anziani, e Fiorella Padovani, presidente dell’associazione Malati Reumatici onlus Alberti. La lettera è stata inviata anche ai presidenti dei consigli comunali di Atessa, Paglieta, Tornareccio, Archi, Perano, Casalanguida, Montazzoli. «Nel centro di Atessa, nel nuovo palazzo Vittoria», dichiarano le associazioni, «c’è un locale ancora da rifinire e tramezzare di 440 metri quadri, con criteri antisismici, accesso con ascensore e scale, uscite di emergenza, predisposizione antincendio, parcheggio sottostante pubblico di circa 90 posti. Inoltre nello stesso stabile ci sono altri due locali, della stessa ditta, di 220 e 60 metri quadri». Qual è l’idea delle associazioni? «Il locale più grande andrebbe adibito a distretto sanitario di base con servizi amministrativi, Pua, ufficio vaccinale, consultorio familiare, commissione invalidi, servizio diabetologico e ambulatori specialistici; quello intermedio a centro prelievi e Avis e il più piccolo, già rifinito, per a guardia medica».
I presidenti hanno chiesto anche un preventivo di spese: provvedendo in circa 45 giorni per intonaci e pavimenti, 5 euro a metro quadro per l’affitto mensile del locale grande e 5,50 euro a metro quadro per l’affitto mensile degli altri locali. «Tenuto conto che in 20 giorni si è smantellato l’ospedale San Camillo e si sono fatti lavori per 1,5 milioni, sicuramente entro l’estate la Asl sarà in grado di restituire alla popolazione quei servizi minimi di cui il territorio ha diritto. Inoltre», affermano, «tenuto conto che questa è la quarta proposta che giunge alla direzione Asl, un ulteriore diniego verrebbe considerato la mortificazione di una comunità vittima di speculazioni politiche di cui i cittadini in futuro terranno conto. Non sono accettabili servizi arrangiati come lo sportello distrettuale presso il Cup ospedaliero e non verranno considerati idonei locali all’interno del San Camillo prima che sia completamente bonificato».

