La protesta di 10 sindaci: «Strade impercorribili»

Casalbordino. Manifestazione davanti al casello dell’A14 di Vasto nord «Disagi notevoli per tutti: altri territori hanno avuto l’attenzione che qui manca
CASALBORDINO. Il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, l’ha definita «una protesta dolce». Il primo cittadino di Vasto, Francesco Menna, «un importante sollecito». Mimmo Budano, sindaco di Villalfonsina, ha parlato di «una diffida bonaria per la sopravvivenza». Tutto il Vastese si è unito ieri mattina protestando pacificamente all’uscita del casello di Vasto nord dell’autostrada A14. La manifestazione ha voluto denunciare le condizioni di degrado e pericolo delle strade di competenza provinciale che collegano i comuni costieri e interni. Il fondo stradale disseminato di crateri è più simile alla superficie lunare. Il mancato sfalcio dell’erba, che ha ormai coperto i guardrail, dà al territorio una immagine selvaggia e di abbandono. La goccia che ha fatto traboccare il vaso qualche giorno fa è stato il commento di un imprenditore all’uscita del casello autostradale: «Preferisco tornare in Polonia». Un commento preoccupante visto quello che accade in casa Pilkington.
I sindaci dell’Unione dei Comuni dei Miracoli: Filippo Marinucci (Casalbordino), Antonio Di Pietro (Pollutri), Alfonso Ottaviano (Scerni) e Mimmo Budano (Villalfonsina), hanno quindi deciso di sollecitare anche gli altri sindaci a unirsi per ottenere «il diritto alla vivibilità». Ieri mattina erano in tanti. Fascia tricolore sul petto, hanno evidenziato «la insostenibile condizione di degrado della strada provinciale 154». Al fianco dei sindaci dell'Unione dei Miracoli si sono schierati il sindaco di Vasto, Menna; quello di San Salvo , Magnacca; il primo cittadino di Monteodorisio, Saverio Di Giacomo e il collega di Gissi, Agostino Chieffo. C’erano anche i sindaci di Lentella, Carlo Moro; di Fresagrandinaria, Giovanni Di Stefano e di Fraine, Filippo Stampone. «Una presenza che dà l'idea dell’unità dei sindaci del territorio», hanno detto i convenuti. «È un grido d’aiuto per un disagio comune e per chiedere più attenzione per la sicurezza stradale». Ma non solo per la sicurezza. «Chi esce dal casello Vasto nord», ha detto Mimmo Budano, «guardando le strade e il paesaggio si fa un’idea sbagliata del territorio e dei servizi che esso offre. Perché mai un imprenditore dovrebbe venire ad investire in Val Sinello, a Punta Penna o a Piana Sant'Angelo se rischia di dover arrivare alle zone industriali a dorso di mulo? Perché il Vastese dovrebbe essere scelto dai turisti se la vegetazione lungo le strade è selvaggia e incolta? Non basta la pista ciclabile ad accontentare i turisti». Tiziana Magnacca, nel sottolineare che mai come questa volta e a prescindere dal colore politico i sindaci sono uniti ha rimarcato: «È il segno di un disagio comune. Ci sono altri territori al centro di attenzioni e premure. Per noi nessuna attenzione».
Il presidente della Provincia, Mario Pupillo, ha promesso che i lavori sono imminenti. «Lo ringraziamo», hanno commentato i sindaci, «ma alle parole devono seguire i fatti. Basta annunci. È ora di operare». Considerazioni che hanno l’obiettivo di scuotere la Provincia e la Regione affinché chi di dovere ricordi che l’Abruzzo finisce al Trigno. Il Vastese è stanco di essere considerato la Cenerentola d’Abruzzo. «Non chiediamo superstrade», hanno detto ieri i sindaci, «ma strade percorribili. Chi arriva a casa nostra deve trovare una casa pulita, accogliente e sicura». (p.c.)
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