La prova di Italiano secondo i ragazzi teatini: "Abbordabile e senza colpi di scena"

Primo giorno per i maturandi degli istituti e i Licei teatini Il saggio breve sul Mediterraneo è il tema più gettonato
CHIETI. Vocabolario, zaino e cellulare, escono alla spicciolata, prima che siano terminate le sei ore a loro disposizione, e sembrano soddisfatti. La prima prova d’Italiano è già nel cassetto, ora possono dedicarsi agli altri due scogli dell’esame di Stato molto più temibili. «Ho scelto il saggio breve sul Mediterraneo», dice Egle Mincone, studentessa delle Magistrali, scuola di cui rimpiangerà i legami stretti con compagni e prof, anche se, ricorderà qualche “ingiustizia” di troppo. In futuro vuole fare l’insegnante e, dunque, su certe cose non transige. L’amica Michela Crastia, invece, già pensa all’anno sabbatico che vuole concedersi per «rilassarmi e pensare al mio futuro».
Altro che anno sabbatico, invece, per la compagna Alessia Danese, che già sta studiando per superare i test d’accesso alla facoltà di Medicina. Stesso obiettivo per i due studenti del liceo Scientifico “Masci” Andrea D’Onofrio e Francesco Miccoli che salutano la storica scuola di via Vernia plaudendo all’«ottima preparazione ricevuta» e lamentandosi solo per quel «pizzico di rigidità che ogni tanto ci si poteva risparmiare». Notte insonne a causa di stress da esame, ansia e fragoroso temporale per molti dei 3.382 studenti della provincia teatina, 844 solo a Chieti, non per tutti, però. L’ortonese Mattia Petrangeli, studente delle industriali “Luigi di Savoia”, dice tranquillamente che ha avuto «sette anni a disposizione per prepararmi, visto che sono ripetente» e che adesso, dunque, si sente preparato. Autoironia a parte, il suo obiettivo, terminata la scuola, è un buon posto di lavoro. La studentessa teatina del liceo “Gonzaga” Giorgia Carlone, invece, ieri mattina non si era neanche ricordata che aveva l’esame: «Non sono una persona ansiosa», spiega, «e penso che non sia il voto che fa la persona». Un pensiero anti-stress condiviso da tutta la sua classe. «In vista degli esami», spiega infatti la compagna di classe, Chiara D’Angelo, «noi della V D ci siamo fatti stampare una maglietta con su scritto “maturiamo con i danni non con gli anni’”. Chiara ha scelto il tema sul brano di Malala Yousafzai, anche se l’argomento più gettonato è stato il saggio breve sull’impatto nella comunicazione delle nuove tecnologie, pane quotidiano per i ragazzi della generazione digitale e, dunque, sorta di argomento salva-tutti. È questo il tema scelto, ad esempio, dallo studente del liceo “Masci”, Gaetano Salcuni, che ricopre anche il ruolo di presidente della Consulta provinciale degli studenti. «Era un tema facile», dice mentre si accinge a salutare Chieti per studiare Giurisprudenza alla Luiss di Roma. Stessa meta anche per lo studente del liceo Classico “Vico”, Alessandro Falco. Hanno scelto, invece, rispettivamente il tema storico sulla Resistenza e il saggio breve sul Mediterraneo (altro argomento molto gettonato) le due studentesse della V B del Classico, Stephanie Toto e Michela Esposito. Per loro, chiuso l’imponente portone in legno di corso Marrucino, sarà triste lasciare le amicizie strette tra una traduzione di greco e una di latino, mentre faranno volentieri a meno di quei giudizi non proprio imparziali di certi professori. Ricorderanno, infine, con un velo di nostalgia la loro severa scuola, lo Scientifico, anche le quattro studentesse della V F, Alessandra Di Nardo, Michela D’Alessio, Emma Spilla e Benedetta Monaco.

