La rabbia del sindaco contro i botti

2 Gennaio 2022

Fuochi nella notte di Capodanno, Ferrara: «Divieti non rispettati, è vergognoso»

CHIETI . Esplode la rabbia del sindaco Diego Ferrara contro i botti di capodanno. Nonostante gli appelli della vigilia, quando il primo cittadino ha ricordato il divieto di utilizzarli per l’intero anno, non tutti hanno rispettato le regole. Così sui social il sindaco ha espresso la sua rabbia, poco prima dello scoccare della mezzanotte del 1° gennaio. «Mi dispiace dover scrivere questa nota a pochi minuti dall’inizio del nuovo anno ma quello che è accaduto in città è semplicemente vergognoso», c’è scritto in un post pubblicato sul suo profilo Facebook. «Nonostante l’emanazione dell’ordinanza, a nome mio e dell’assessore alla tutela del mondo animale Fabio Stella, che vietava l’uso di petardi e botti durante i festeggiamenti del capodanno, ho assistito basito ad una folle, plateale e protervia contravvenzione di una norma di legge».
Il primo cittadino teatino ha quindi ricordato di aver riconfermato per due anni consecutivi un regolamento approvato dall’amministrazione del suo predecessore Umberto Di Primio, riconosciuto allora come il primo e capofila dei Comuni d’Italia, e promosso dal consigliere comunale Marco Di Paolo. «Condanno fermamente il comportamento di quei cittadini, ahimè non pochi questa notte (la notte di San Silvestro, ndr), che si sono colpevolmente abbandonati a manifestazioni esecrabili di fuochi d’artificio che hanno sicuramente terrorizzato gli animali sparsi sul territorio e che hanno, spero non impunemente, violato una norma di legge che il Comune di Chieti ha stabilito da 7 anni e non da ieri».
Il sindaco e l’assessore Stella nei giorni scorsi avevano sottolineato come il divieto di botti sia un provvedimento di civiltà nei confronti degli animali, sia domestici che non domestici. Le esplosioni «hanno conseguenze anche gravi e che possono portare alla morte, sia per lo choc dovuto alla paura, sia perché gli animali fuggono dai posti usuali in cerca di un riparo, in preda alla paura».
Quindi alla cittadinanza era arrivato l’appello a «tenere fede alle prescrizioni e a usare il buon senso verso quelli che sono a pieno titolo amici a quattro zampe». (a.s.)
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