La rabbia in piazza: «Commissariate Sasi ma anche i sindaci»

I cittadini e le associazioni davanti alla sede della società: «L’acqua manca per colpa del gestore e di chi non controlla»
LANCIANO . «Basta»: è la parola che racchiude tutte le proteste di cittadini e associazioni, come Acqua Nostra & Sa’-Fa, il movimento civico Progetto Lanciano, il Forum H2O, il comitato Fonti Amare di Tornareccio che ieri si sono ritrovati sotto la sede della Sasi in contrada Follani per reclamare il diritto ad avere acqua, soprattutto da bere. «Basta disservizi, chiusure senza neanche avvisi. Basta pagare bollette salate per un servizio che non abbiamo. Basta prese in giro e basta dover spendere soldi per comprare autoclavi e pagare l’energia in più per usarli per avere un bene primario come l’acqua», dicono i cittadini, ironia della sorte, sotto la pioggia battente.
«Non se ne può più», sbotta Nicoletta di Marcianese, un figlio disabile da accudire facendo i salti mortali pure perché non c’è l’acqua. «La situazione è critica, anzi fa schifo», dice senza giri di parole, «con un figlio disabile ho problemi doppi senza acqua. Ho telefonato più volte alla Sasi invano per il servizio autobotte che serve acqua che non possiamo bere. Anche l’acqua del rubinetto, quando c’è, è sporca e non è bevibile né utilizzabile per cucinare. Compriamo l’acqua per bere e per lavarci: eppure giorni fa ho dovuto pagare una bolletta da 289 euro per un consumo raddoppiato rispetto all’anno scorso».
E poi c’è l’esasperazione di chi per giorni è stato, ed è, senza acqua: «A Marcianese tre giorni di fila», «Quattro a Serre», «A Tornareccio nove giorni di seguito»: al peggio non c’è mai fine. «A Tornareccio la situazione è drammatica», spiega Diva Totaro del comitato Fonti Amare, «facciamo parte della conduttura del Sinello che è la peggiore. Abbiamo zone dove l’acqua non arriva per giorni, quando va bene c’è l’acqua due ore al giorno. C’è un servizio autobotti ma non va come deve andare. Stiamo valutando se procedere anche legalmente contro la Sasi con una class action, ma vogliamo soprattutto che intervengano le istituzioni. Comuni, Provincia e soprattutto Regione per rifare le reti con l’aiuto del governo». Patrizio D’Ercole del comitato Acqua Nostra invece si chiede quale sia la situazione reale delle sorgenti e dei serbatoi: «Sappiamo che l’acqua c’è più o meno come nel 2007 quando non ci fu un’emergenza del genere», sostiene, «è che il sistema è fuori controllo. Commissariare la Sasi – richiesta fatta da tutti i presenti – sì, ma anche i sindaci che dovevano controllarla e non l’hanno fatto, tanto da essere arrivati a una società che conta più impiegati che operai», dice tra gli applausi.
Per Renato Di Nicola, portavoce del Forum H2O, la soluzione è una da anni: rifare le reti idriche. «Vorremmo sapere se ci sono fondi, se sono previsti lavori del genere», aggiunge Carlo Orecchioni di Progetto Lanciano, «la Sasi deve indicare i fondi Pnrr ottenuti e per che cosa, e come vuole muoversi in attesa che questi predano forma. Ci chiediamo poi dove sia la Regione». «Ci chiediamo piuttosto dove sono gli 87 sindaci soci della Sasi che non hanno controllato e non hanno difeso i diritti dei propri cittadini ad avere l’acqua», chiude Renato Settembrini del comitato acqua. Comitato che è pronto a lanciare anche una raccolta firme con una serie di richieste da fare alla Sasi.
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