«La Regione chiude l’ospedale e la giunta comunale tace»

8 Settembre 2015

GUARDIAGRELE. «La Regione sta chiudendo veramente il nostro ospedale e l’amministrazione comunale rimane in silenzio». A lanciare l’allarme è il consigliere comunale di opposizione della lista...

GUARDIAGRELE. «La Regione sta chiudendo veramente il nostro ospedale e l’amministrazione comunale rimane in silenzio». A lanciare l’allarme è il consigliere comunale di opposizione della lista “Insieme si può”, Franco Caramanico, annunciando la presentazione di un’interpellanza per discutere l’argomento in sede di consiglio comunale.

«In questi ultimi giorni», afferma Caramanico, «l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, sta effettuando degli incontri in diverse località per raccogliere suggerimenti e proposte, promettendo l’approvazione di un nuovo Piano sanitario entro un mese, cosa questa che ha fatto anche lo scorso anno, senza però che nulla sia accaduto». Caramanico sottolinea poi che sull’argomento in tutto il territorio regionale si è aperto un dibattito, ma a Guardiagrele tutto tace. «Il sindaco Simone Dal Pozzo, osserva Caramanico, «continua a nascondersi, limitandosi solamente ad annunciare di aver fatto degli incontri con i responsabili della Regione, senza però far trapelare nulla sui contenuti di questi ultimi. Ci piacerebbe invece sapere», continua Caramanico, «che cosa ha detto per esempio il presidente Luciano D’Alfonso nell’incontro avuto qualche giorno fa con la giunta comunale guardiese».

Caramanico evidenzia quindi che Dal Pozzo non rispetta le promesse fatte durante e dopo la campagna elettorale, perché non solo non informa la cittadinanza ma, a distanza di tre mesi, non ha ancora insediato la commissione consigliare. Il rappresentante della lista “Insieme si può” domanda infine al primo cittadino, se per quanto riguarda il locale ospedale, ritenga di dare attuazione, fino in fondo, a quanto previsto dal Piano sanitario regionale e dal Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, valorizzando la sua vocazione medico-geriatrico e potenziando la sua pianta organica e i suoi 104 posti letto. «Affinchè si possa assicurare un controllo chiaro, sereno e costruttivo su queste argomentazioni», conclude Caramanico, «chiediamo la convocazione di un consiglio comunale nel corso del quale si vadano poi ad assumere decisioni volte a scongiurare la chiusura del presidio» .

Giovanni Iannamico

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