La rsa Manuela: «Siamo morti ma a testa alta»

«Di questa vertenza lampo ricorderò la dignità e l’educazione di tutti i dipendenti, gente con difficoltà economiche, mutui, figli disoccupati». Manuela Ricci (nella foto), rsa responsabile dello...
«Di questa vertenza lampo ricorderò la dignità e l’educazione di tutti i dipendenti, gente con difficoltà economiche, mutui, figli disoccupati». Manuela Ricci (nella foto), rsa responsabile dello stabilimento Faist Sangro, ha deciso di diventare rappresentante sindacale l’11 dicembre scorso e il 7 gennaio era già al tavolo di Confindustria per tentare di salvare il salvabile. «Fin dall’inizio del nostro presidio», racconta Ricci, «sapevamo che non avrebbero cambiato idea in quanto sebbene il licenziamento sia stato avviato la sera del 4 febbraio, l’azienda aveva già ufficializzato tutto con i clienti a dicembre. Siamo pochi, ma abbiamo avuto il desiderio di “morire a testa alta”. Abbiamo diffuso un simbolo che è un cuore fatto con le mani e la gente comune, tramite i social e non solo, ci ha dato supporto fotografandosi col cuore. Sarebbe bello se questa diventasse una storia simbolo: 17 lavoratori in due giorni hanno lottato come leoni con la forza di 100 persone. Proprio perché siamo in pochi avranno pensato di poterci fare qualsiasi cosa, ma qualcosa è andato storto: 17 ragazzi hanno avuto la forza di dire no». (d.d.l.)

