La S.Ate rinuncia a ingrandire l’impianto

ATESSA. «Non voler dar seguito a quanto comunicato nel punto b, lo scorso 17 dicembre 2020»: questo ha comunicato alla Regione (servizio gestione rifiuti), all’Arta e per conoscenza al Comune di...
ATESSA. «Non voler dar seguito a quanto comunicato nel punto b, lo scorso 17 dicembre 2020»: questo ha comunicato alla Regione (servizio gestione rifiuti), all’Arta e per conoscenza al Comune di Atessa, la S.Ate gruppo Ecoeridania (ex Maio.Com srl), operante nel settore dello smaltimento dei rifiuti ospedalieri infettivi. La laconica affermazione fa dare un sospiro di sollievo al Comitato cittadino Val di Sangro per la tutela del territorio, al Comune di Atessa e alla popolazione della Val di Sangro. La S.Ate gruppo Ecoeridania aveva richiesto all’Arta l’aumento della capacità produttiva dell’impianto di circa il 50% (15% già concesso in passato e 34% di nuova richiesta) creando oltretutto anche nuove aree di deposito e stoccaggio dei rifiuti.
«Il progetto della Ecoeridania, mentre pende davanti al Tar il ricorso della Di Nizio, di aumentare la capacità produttiva del suo attuale impianto», afferma il sindaco Giulio Borrelli, «era carente e lacunoso sotto vari aspetti. Di fronte alla richiesta, giusta e opportuna dell'Arta, di chiarimenti e integrazioni, la ditta ha rinunciato ad andare avanti. Ringrazio il Comitato cittadino Val di Sangro per aver acceso i riflettori su questo progetto. Da tempo, insieme con gli abitanti della zona, i sindaci del territorio, le associazioni ambientaliste, noi ci battiamo per la tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini. Atessa, essendo zona industriale, non può essere considerata, solo per questo, vocata ad accogliere rifiuti sanitari infettivi di mezza Italia, da collocare nelle vicinanze di nuclei abitati e di stabilimenti come la Sevel e la Honda. Nella Val di Sangro storicamente convivono, in un delicato equilibrio, abitazioni private e fabbriche dell'automotive, che mal si conciliano, per una serie di ragioni più volte illustrate, con attività come quelle della Ecoeridania e della Di Nizio, che si occupano di rifiuti pericolosi».
Giuseppe Marcolongo, presidente del Comitato cittadino Val di Sangro per la tutela del territorio, esprime soddisfazione alla rinuncia all'ampliamento e afferma: «Continuiamo a tenere alta l'attenzione sull'ambiente e sulla sicurezza del territorio».
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