La Sabino: altri esami sulle salme Chiesti gli esami tossicologici

L’azienda vuole ulteriori accertamenti per capire le cause della tragedia costata la vita a tre operai Il sindaco: incontro con Marsilio sui lavoratori. Oggi i funerali di Di Nella: lutto cittadino a Lanciano
CASALBORDINO. La Sabino Esplodenti ritiene sia fondamentale fare piena luce su quello che è accaduto il 13 settembre nella fabbrica di contrada Termini. I dirigenti aziendali non si danno pace. Chiedono accertamenti approfonditi per capire cosa è successo il 13 settembre. Per questo sono stati allargati anche i quesiti medico legali. Mentre i carabinieri (anche con il Ris) proseguono le indagini tecniche, il medico legale Pietro Falco e la genetista Rossella Ferrante oltre alle autopsie sui corpi delle vittime eseguiranno anche test tossicologici e istologici. Il giorno della tragedia uno dei soci della Sabino, passò vicino al punto in cui esplose la granata. Una consuetudine per i dirigenti aziendali, convinti che grazie alle misure di sicurezza adottate dopo l’esplosione del 2020 non ci sarebbe stata più alcuna tragedia. Le perizie saranno fondamentali per appurare la verità.
Nel frattempo si cercano soluzioni per i settanta dipendenti. «Ho chiesto», dice il sindaco di Casalbordino Filippo Marinucci, «un intervento degli enti sovracomunali per dare risposte ai lavoratori. A breve incontrerò il presidente della Regione Marco Marsilio per affrontare insieme il tema». Il presidente della Provincia Francesco Menna e il consigliere regionale Silvio Paolucci sono d’accordo sulla convocazione di un tavolo istituzionale». «Fermo restando che vanno cercate le responsabilità in quanto è accaduto», dice Paolucci, «si impone una riflessione sugli strumenti di prevenzione e tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro. Ritengo che vada convocato poi un tavolo che raccolga gli appelli delle organizzazioni sindacali e degli amministratori locali per attivare gli strumenti a salvaguardia dei 70 lavoratori della Sabino». Il consigliere regionale Pietro Smargiassi ritiene che vada affrontato in modo serio il tema della sicurezza sul lavoro: «Il numero delle vittime ogni anno è sconvolgente», riflette Smargiassi, «dopo il lutto alla Sabino occorre pensare ai lavoratori, alle famiglie distrutte che dopo il naturale cordoglio resteranno sole».
Casalbordino, Lanciano e Palata attendono di per poter salutare per l’ultima volta i tre sfortunati operai. I familiari di Gianluca De Santis, 44 anni, ieri hanno annunciato che i funerali si celebreranno domani alle 10.30 nella chiesa di Santa Maria La Nova a Palata. Oggi sono in programma a Lanciano, dove è stato proclamato il lutto cittadino, i funerali di Fernando Di Nella, 62 anni. Non è ancora possibile fissare la data delle esequie di Giulio Romano, 56 anni: essendo stata più difficoltosa l’autopsia, i periti dovranno confrontare il dna dell’uomo con quello della madre. «Casalbordino comunque saluterà Giulio», fa sapere l’avvocato Alessandra D’Aurizio che con il collega Giovanni Di Santo assiste la figlia e la ex moglie di Romano, «nel santuario della Madonna dei Miracoli».
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