La salma del camionista fa litigare Comune e ospedale

31 Ottobre 2014

ORTONA. Un autotrasportatore bulgaro, di 49 anni, è morto mercoledì mattina nella fabbrica di Ortona Artsana Sud, specializzata nella produzione di articoli per neonati e bambini. Fatale è stato per...

ORTONA. Un autotrasportatore bulgaro, di 49 anni, è morto mercoledì mattina nella fabbrica di Ortona Artsana Sud, specializzata nella produzione di articoli per neonati e bambini. Fatale è stato per lui una fibrillazione ventricolare, presumibilmente secondaria ad infarto miocardico. L’uomo era arrivato in Abruzzo per caricare materiale da trasportare direttamente in Bulgaria quando, intorno alle 10, improvvisamente si è sentito male e si è accasciato sul pianale del suo camion. È stato immediatamente allertato il 118, giunto dopo poco tempo nella fabbrica. Il personale medico ha cercato di rianimare l’autotrasportatore con l’uso del defibrillatore, senza avere tuttavia buon esito. Sul posto sono giunti anche i carabinieri di Ortona e il medico legale, Giuseppe Giambuzzi, il quale ha accertato il decesso dell’uomo, avvenuto per cause naturali e senza alcuna correlazione con l’attività lavorativa che stava svolgendo. Ma a quel punto si è creato un nuovo problema: dove portare la salma? Si è aperta una contesa tra il Comune di Ortona e l’ospedale Bernabeo su chi dovesse occuparsi del defunto. La direzione sanitaria, infatti, sosteneva che, in mancanza di accertamenti della Procura, spettasse al Comune ospitare il deceduto in un obitorio di cui è da sempre carente. Aspettando che le due parti si accordassero, la salma ha lungamente atteso davanti alla camera mortuaria del Bernabeo, dove alla fine è stata posta per ottemperare a questa mancanza dell’ente locale. Il problema, che si è più volte presentato negli anni, in questo caso è diventato rilevante perché il corpo dell’autotrasportatore in attesa dell’arrivo dei famigliari dalla Bulgaria e delle pratiche da sbrigare per il ritorno in patria, occuperà per diverso tempo l’unica cella frigorifere di cui l’ospedale dispone per queste evenienze.

Per cui, se dovessero riproporsi situazioni del genere nell’immediato, il Bernabeo sarebbe impossibilitato a far fronte a questo tipo di necessità. (a.s.)

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