La scuola si allaga e il sindaco sposta le lezioni nel Comune

ROCCASCALEGNA. È stato un giorno di scuola particolare quello che ieri hanno vissuto gli alunni delle medie di Roccascalegna: la scuola è allagata e il sindaco mette a disposizione la sala consiliare,...
ROCCASCALEGNA. È stato un giorno di scuola particolare quello che ieri hanno vissuto gli alunni delle medie di Roccascalegna: la scuola è allagata e il sindaco mette a disposizione la sala consiliare, non dopo aver loro offerto pizza e bevande. Ieri mattina, una bidella della scuola di via Lascianna, frequentata da ragazzi di Roccascalegna e di Gessopalena (le elementari invece sono a Gessopalena), si è accorata che il primo piano e il seminterrato con palestra erano pieni d’acqua; tutta colpa di un flessibile, in un bagno, che si è rotto. Uno dei primi ad arrivare, insieme agli alunni, è stato il sindaco Domenico Giangiordano. «Da noi funziona così» dice «un primo cittadino è un punto di riferimento». La preside è all’estero per un progetto Erasmus. La decisione era: rimandare i ragazzi a casa o trovare un’altra soluzione. Giangiordano ha optato per la seconda soluzione. «Per prima cosa ho informato i genitori, poi insieme ai ragazzi, all’aperto, abbiamo parlato del nostro paese, della sua storia, dell’amministrazione comunale, quindi siamo andati in Comune dove ho messo a loro disposizione la sala consigliare dove hanno svolto lezione». L’edificio scolastico sarà interessato da lavori, costo 740mila euro, per adeguamento sismico. Oggi le scuole saranno chiuse per permettere un ripristino delle normali attività didattiche, l’acqua aveva raggiunto circa 10 centimetri di altezza; per domani, la decisione se le scuole saranno aperte o chiuse, deve essere ancora presa. La presenza dei ragazzi nel Comune ha portato colore e calore nuovi, così come anche il loro spostamento dalla scuola al Municipio e la sosta per la pizza. «Si parla tanto di vicinanza al mondo della scuola e oggi abbiamo dimostrato ai ragazzi che ciò è possibile. Ho detto loro, dando l’esempio, che quando in una comunità c’è un problema, tutti devono collaborare, mettere a disposizione ciò che si ha, essere solidali». Il sindaco è rimasto in Comune? «Ma no», chiosa Giangiordano «sono ritornato a scuola per dare una mano agli operai, altrimenti, che esempio diamo».
Matteo Del Nobile

