La signora della pop art sbarca in città: a 88 anni resto sempre visionaria

Giosetta Fioroni, l’Andy Warhol italiana, da domani in mostra a Chieti «Io artista fortunata, ho fatto opere belle, malinconiche e tragiche»
CHIETI . «Io sono stata un’artista fortunata, ho avuto tante opportunità. A Roma, Parigi e anche in tante altre parti», così dice Giosetta Fioroni, la signora della pop art italiana giunta alla soglia dei 90 anni – ne compirà 89 la vigilia di Natale – con la stessa effervescenza creativa dei primi passi. Quella di Fioroni, però, è una fortuna che poggia su un talento dirompente: «Forse ho fatto delle cose graziose, a volte tragiche, opere anche malinconiche ma belle. Io ci ho messo la mia particolare attenzione e così è venuto fuori un insieme», racconta l’artista, come se fosse normale essere accomunati a Andy Warhol. Grazie a questa «particolare attenzione», Fioroni è stata l’unica donna della Scuola di Piazza del Popolo, il gruppo di artisti emersi a Roma negli anni Sessanta attorno alla celebre Galleria La Tartaruga – fondata dall’abruzzese Plinio De Martiis, originario di Giulianova e scomparso nel 2004 – tra cui Franco Angeli, Mario Schifano, Tano Festa e Renato Mambor. Da domani la sua arte approda a Chieti con la mostra personale “Il regno incantato della memoria”. L’esposizione è organizzata dall’associazione culturale Trifoglio, guidata da Giuseppina Conti, con il patrocinio della presidenza del consiglio della Regione Abruzzo e del Comune di Chieti. «Mi fa piacere che ci sia questa mostra e mi fa piacere che sia Giuseppina Conti a organizzarla, una donna che ha qualcosa di umano e dolce nel comunicare le cose», dice l’artista. La sua presenza all’inaugurazione, domani alle 17, non è certa a causa di «un ginocchio avariato», scherza Fioroni seduta sul divano della sua casa di Roma. In esposizione, fino al 13 novembre, oltre 50 opere uniche. Opere in cui potrebbe nascondersi anche un filo d’Abruzzo: da bambina, Fioroni ha passato diverse estati a Tagliacozzo; il gallerista giuliese De Martiis è stato determinante per la sua carriera e le ha spalancato le porte dell’avanguardia romana; negli anni Sessanta, poi, ha insegnato all’Accademia delle Belle arti dell’Aquila. «In tutto il mio lavoro», sono le parole di Fioroni, «c’è una specie di matrice comune che è l’infanzia, una infanzia particolare, vissuta fra elementi molto legati alla visionarietà. Tutto questo ha avuto un ruolo importante nella scelta di certe cose, di certe inquadrature, perfino di certi modi di immaginare lo spazio. Uno spazio sempre così lontano, come accade su un palcoscenico».
«La mostra», spiega Conti, «ripercorre tutto l’itinerario creativo dell’artista a partire dagli Argenti su carta degli anni Cinquanta e Sessanta, proseguendo con alcune tele dello stesso periodo, come gli Involucri, i Volti bicolore e i Bambini; saranno esposte opere raffinatissime degli Anni Sessanta e Ottanta nelle quali l’artista rappresenta su carta e tela le fiabe, la natura e il sogno. È lo stesso periodo in cui (1971) conosce Goffredo Parise, con il quale inizia una lunga relazione sentimentale e artistica. Verranno presentate le opere degli anni recenti insieme alle ceramiche raffiguranti i Teatri della vita, Le vie della Creta e la Leggerezza dell’oggetto. Opere piene di forza e colore che confermano come l’attività artistica di Giosetta Fioroni sia tra le più importanti e coinvolgenti della storia dell’arte contemporanea».
Domani alle 17 nella sala convegni di palazzo Bellavista (corso Marrucino 76), è prevista l’apertura con lo storico dell’arte Gabriele Simongini, tra i maggiori esperti di astrattismo e pop art italiani. «Questo catalogo è molto bello», commenta Fioroni sfogliando le pagine dell’opera che comprende anche un saggio di Simongini. «Con la sua bacchetta magica», dice Simongini, «Fioroni, che ha usato tutte le tecniche e tutti i materiali, fa dialogare realtà e immaginazione, favola e ricordo, in un teatro della memoria che consola e allieta ma che non di rado può anche suscitare inquietudine».
Alla cerimonia, insieme a quello di Conti, sono previsti anche gli interventi del sindaco Diego Ferrara, del vice e assessore alla cultura Paolo De Cesare, del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri.

