La Sinistra dà forfait alle “elezioni farsa”

5 Gennaio 2017

Come i 5 Stelle gli attivisti di Si annunciano di non partecipare al voto di domenica per la Provincia

CHIETI. Per Sel quelle di domenica in Provincia non sono altro che “elezioni farsa” e dunque il partito, appena scioltosi per confluire in Sinistra italiana, non parteciperà.

Come i 5 Stelle anche gli attivisti di sinistra resteranno alla finestra, ma se gli si fa notare il paragone, loro sottolineano subito che «la nostra è una scelta politica, la loro no». Il virgolettato è del consigliere teatino Enrico Raimondi, il sottinteso è che Si avrebbe avuto i numeri, in termini di consiglieri comunali, per fare la lista, i 5 Stelle, a suo dire, no. A spiegare la posizione di Si in vista del rinnovo del Consiglio provinciale, sono stati anche i consiglieri comunali di Guardiagrele e Pollutri, Franco Caramanico e Alfonso Di Tullio, e l’ex coordinatore provinciale di Sel, Silvio De Lutiis. Quest’ultimo, che con grande probabilità verrà rieletto coordinatore provinciale al congresso del 4 febbraio, annuncia la linea del partito: «I consiglieri di Si non andranno a votare né appoggeranno alcuna lista». Salvo precisare che «non siamo una caserma» e dunque si «lascia libertà al singolo consigliere». Quanto alle motivazioni: «Siamo contro la riforma Delrio che ha esautorato i cittadini dal diritto di voto. Niente contro il presidente Mario Pupillo, ma abbiamo partecipato a riunioni di centrosinistra dove si parlava solo di spartizione di posti. Se avessero parlato di programmi, se ne poteva anche discutere». Per Raimondi le «finte elezioni provinciali» sono indicative della «spaccatura del centrodestra, che si presenta con liste di FI e Udc da un lato e vicine a Ncd dall’altro. Vedremo cosa farà il Pd che troppe volte strizza l’occhio a Ncd e a Chieti gli fa pure da stampella con assenze tattiche in Consiglio».

«La Delrio avrebbe dovuto portare risparmi», aggiunge Di Tullio, «ma tasse abbassate non se ne sono viste. Anche queste elezioni sono solo una farsa». Parla infine dei problemi del territorio Caramanico, a partire dalla sanità: «Mille posti letto in meno, nonostante un bacino d’utenza di 566 mila persone, a fronte di posti letto in più e utenza minore nelle altre province». E poi ci sono le condizioni di strade e scuole. «Chi risolverà questi problemi? Province in fase di dismissione senza più risorse?», conclude l’ex assessore regionale. (a.i.)