La storia della Repubblica e il ruolo delle donne

30 Maggio 2017

Gli studenti protagonisti nell’istituto Galiani-de Sterlich e alla Bottega d’arte con il progetto dell’associazione “Chieti nuova 3 febbraio” della Grazioso

CHIETI. Le donne nella Repubblica e la conquista dei diritti: questo il fulcro dell’iniziativa che ha preso vita ieri mattina prima nell’aula magna dell’istituto Galiani-de Sterlich e poi nella Bottega d’Arte della Camera di commercio, dove protagonisti indiscussi sono stati gli studenti della scuola insieme a quelli del Pomilio. A pochi giorni dal 2 giugno, un’iniziativa che si inserisce el progetto “Il Calendario della Repubblica-Il Dovere della Memoria” portato avanti dall’associazione “Chieti nuova 3 febbraio” con la professoressa Maria Rosaria Grazioso in collaborazione anche con l’Unitre e l’Archivio di Stato.
E così, dopo gli approfondimenti nelle settimane passate su fascismo e Shoah e sul ruolo delle donne nella Resistenza, una riflessione sulla condizione femminile dall’immediato dopo guerra ad oggi. A introdurre, la dirigente scolastica Candida Stigliani; fondamentali le letture delle studentesse Nicoletta Balan e Alessandra Attili che, con il supporto tecnico della giovane Irene Patti, hanno mostrato immagini che rievocano l’excursus legislativo e i principi costituzionali che hanno segnato «l’emancipazione delle donne nel nostro paese», ricorda la professoressa del Galiani, Lucia Fratturelli, coordinatrice dei giovani studiosi insieme alla docente Giuseppina Cifani.
Poi la riscoperta del rapporto tra donne e musica, attraverso alcuni brani storici, cantati dai giovanissimi: “Tu che m'hai preso il cuor”, intonato da Riccardo Pomponio e “Papaveri e Papere” dalla voce di Cecilia Tronca, vogliono così ricordare - insieme a melodie e video più recenti - come sia mutata la considerazione del genere femminile nel tempo.
Poi le letture delle studentesse Marcella Caramanico e Alessia Desiderio, il supporto di Miriana Biondi, le fotografie delle studentesse Renata Ciampella e Ludovica Nicolosi e l’intervento di Eide Spedicato, già docente di Sociologia generale alla D'Annunzio: «C’è ancora una distanza abissale fra i generi», ricorda, «basti pensare al mondo del lavoro o al fenomeno del femminicidio, una discrasia tra il piano normativo e quello culturale».
Infine la mostra nella Bottega d'Arte, allestita dalle docenti del Pomilio Marta Di Biase, Maria Assunta Narciso e Giovanna Perfetti, con l’assistente tecnica Franceschina Di Cristofaro e il supporto della dirigente Anna Maria Giusti. Un’esposizione degli “Abiti della Repubblica” iniziata dopo la sfilata lungo il Corso delle studentesse Valentina Cafarelli, Sofia Cantatore, Donatella Celso, Giorgia Montebello e Giada Sborgia, accompagnate dal docente Luca Di Nunzio. Quei vestiti, ideati dalle allieve del settore moda della scuola, vogliono così mostrare mode e stili dagli anni Quaranta fino agli anni Settanta «con abiti dedicati anche alla Repubblica», spiega la Perfetti. La mostra sarà aperta fino al 3 giugno.
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