La strada per la Sevel tra buche e crepe: nessuno interviene

Atessa, la protesta del sindacato Fim Cisl: dopo la neve l’asfalto è ancora più rovinato, così si rischiano incidenti
ATESSA. Una strada percorsa ogni giorno da centinaia di cittadini e lavoratori della Val di Sangro, ma gravemente dissestata e pericolosa, dimenticata da anni dalle istituzioni. Non sono bastati appelli, petizioni, minacce di denunce alla Provincia per mettere in sicurezza la strada provinciale 119 che collega alla Sevel, la più grande fabbrica d’Europa per la realizzazione di veicoli commerciali leggeri e tutte le fabbriche dell’indotto alle zone di Atessa, Paglieta, Mozzagrogna, Altino, Torino di Sangro. La percorrono quotidianamente operai, impiegati, commercianti, studenti ma le condizioni, a detta di tutti, sono “da terzo mondo” con buche, cunette ostruite o assenti, scarsa illuminazione, vistosi dislivelli. Solo qualche mese fa a lanciare l’ennesimo allarme rimasto inascoltato era stata la Fim Cisl per voce della rsa Sevel, Amedeo Nanni. «Ho scritto una lettera al presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo, al prefetto di Chieti e ai sindaci e comandi di polizia municipale di Atessa e Paglieta, ma da settembre ad oggi non è arrivata alcuna risposta», interviene il rappresentante sindacale, «eppure la situazione è grave. Con il maltempo quella strada diventa un’unica grande piscina dove è evidente il fenomeno di acquaplaning per le vetture dato che le gomme letteralmente galleggiano sull’asfalto. Con la neve degli ultimi tempi la situazione si è ulteriormente aggravata e le buche sono aumentate».
Per la Fim non è più soltanto un problema di sicurezza, ma anche economico dal momento che gli sfortunati automobilisti si trovano a dover fronteggiare conti salati dal meccanico per i guasti causati alle autovetture. «È una spesa non da poco», commenta ancora Nanni, «che si abbatte sui bilanci familiari alle prese con la crisi». Una strada insicura, pericolosa, a grave rischio di incidenti con gli automobilisti che, per evitare le buche, viaggiano al centro della carreggiata con aggravio di pericoli per i guidatori, non è un buon biglietto da visita per uno dei più grandi distretti industriali del centro sud Italia. «Lo stesso amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne», riprende la Fim, quando venne ad annunciare l’investimento da 700milioni di euro parlò di migliorare le infrastrutture e la viabilità, un appello che ripetiamo ormai da anni».
Anche il sindaco di Paglieta, Nicola Scaricaciottoli, aveva sollecitato più volte la Provincia per un intervento risolutore senza tuttavia avere risposte. Ad aggravare le condizioni dell’arteria, ex statale 154, è stato, fino all’8 dicembre scorso, anche parte del traffico deviato dal ponte Nuovo sul Sangro, oggetto di lavori di manutenzione. «Come rsa abbiamo minacciato denunce alla Provincia per condotta colposa omissiva in caso di incidenti con morti o feriti», conclude il rappresentante Sevel, «ma non abbiamo sortito effetti. Questo è il momento in cui i politici del territorio verranno a chiedere il voto per le regionali. Si ricordino che quelle persone davanti alle quali i candidati faranno comizi e promesse sono le stesse che quotidianamente percorrono questa strada e vivono questo territorio».
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