La superdroga dalla Spagna comprata via internet: 2 arresti

Trovati sigari imbottiti di marijuana e hashish con il principio attivo pari al triplo del normale In manette due ucraini: gestivano un laboratorio dello spaccio, la droga arrivava tramite corriere
CHIETI. La «superdroga», cioè hashish e marijuana con un principio attivo pari al triplo del normale, veniva comprata via internet e arrivava dalla Spagna tramite corriere. A scoprire il traffico illegale sono stati i poliziotti della squadra mobile di Chieti. Agli arresti domiciliari sono finiti due giovani ucraini: Vadim Lukavyy, 28 anni, già in passato nei guai, e Vitaliy Khrebtov, 22 anni, incensurato. Ma le indagini della sezione narcotici vanno avanti per ricostruire il maxi affare: decisiva sarà l’analisi del computer e dei due smartphone usati dagli indagati. Nel frattempo, sono stati sequestrati 6mila euro in contanti trovati nella casa trasformata in un laboratorio per confezionare le dosi, «molto diffuse in questo periodo soprattutto tra giovani e giovanissimi», è l’allarme lanciato dagli investigatori. Insomma: è arrivata l’ennesima conferma che, anche in tempi di coronavirus, il mercato della droga non conosce crisi.
IL PREZZO Forniti e metodici, Vadim e Vitaliy avevano sistemato il loro campionario diviso per qualità, nomi, etichette. L’hashish Grape Ape da una parte, il Gorilla Glu dall’altra. Parliamo di sostanze così potenti da essere vendute al prezzo di oltre 50 euro al grammo, mentre il comune “fumo” si trova anche a 10. Ma ne avevano pure per chi preferisce le visioni dell’Amnesia Haze, derivata dalla fusione di tre distinte varietà di canapa. Non solo: sono spuntati anche i cannagars, ovvero sigari imbottiti di marijuana e poi cosparsi con olio di resina di cannabis.
IL BLITZ L’operazione, nell’ambito dei controlli intensificati dal questore Annino Gargano, scatta sabato pomeriggio, quando gli agenti dell’antidroga seguono un giovane tossicodipendente fino alla zona di Pescara nord, a ridosso del quartiere Zanni. Dopo pochi minuti, il ragazzo incontra un coetaneo che gli agenti decidono di perquisire. L’uomo, successivamente identificato per Lukavyy, ha con sé due buste di cellophane che contengono complessivamente 14 grammi di marijuana. Ecco perché gli accertamenti sono estesi anche alla sua abitazione, un appartamento di un palazzo con altri sette alloggi, condivisa con Khrebtov. E in casa gli investigatori, coordinati dal commissario Nicoletta Giuliante, scoprono «un vero e proprio market della droga». Scatta il sequestro per altri 50 grammi di marijuana, già divisi in dosi, 750 grammi di hashish confezionati in panetti, 5 sigari già “rinforzati” con la cannabis e ulteriori 550 da preparare. I cannagars erano pronti per essere venduti a più di 50 euro l’uno. Fatto sta che i due ucraini, su disposizione del pm Fabiana Rapino, finiscono in manette.
IL SISTEMA «Il canale di approvvigionamento delle sostanze sequestrate», spiega la polizia, «è prevalentemente via internet. Al mercato online si accede solo attraverso link riservati, in relazione ai quali coloro che gestiscono il traffico concedono una sorta di lasciapassare virtuale che li immette nella contrattazione. Dopo aver concluso l’acquisto e proceduto al pagamento, la merce viene inviata tramite corriere all’indirizzo indicato, spesso mere teste di legno». Corrieri che sono totalmente ignari del traffico illecito. Anche perché i criminali, nel confezionare i pacchi, utilizzano un doppio imballaggio sottovuoto, in modo tale da nascondere l’odore della marijuana e dell’hashish durante eventuali controlli con i cani antidroga. Nell’appartamento sono stati trovati anche «gli imballaggi originali della merce, prevalentemente spedita dalla Spagna».
L’INTERROGATORIO Lukavyy e Khrebtov, difesi dall’avvocato d’ufficio Fabio Sablone, saranno interrogati stamattina durante l’udienza di convalida degli arresti.
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