La tassa sui turisti sparisce d’inverno e lacera il consiglio

VASTO. Sulla tassa di soggiorno la maggioranza si spacca in tre. La proposta di abolire il pagamento durante i mesi invernali, anche in considerazione degli scarsi introiti per il Comune, è stata...
VASTO. Sulla tassa di soggiorno la maggioranza si spacca in tre. La proposta di abolire il pagamento durante i mesi invernali, anche in considerazione degli scarsi introiti per il Comune, è stata votata da Pd, Rifondazione comunista e Sel, contro i due socialisti presenti in aula, Gabriele Barisano e Giovanna Paolino, mentre si è astenuto Gino Marcello, capogruppo di Giustizia Sociale. Insomma, l’emendamento non sarebbe passato senza il voto determinante delle minoranze. «La tassa di soggiorno è stata abolita durante i mesi invernali grazie al mio voto e a quelli di Massimo Desiati, Etelwardo Sigismondi, Andrea Bischia e Guido Giangiacomo», commenta Nicola Del Prete (indipendente), «siccome al momento del voto in aula i favorevoli della maggioranza erano solo sette, ecco che è facile fare due conti: senza i cinque voti delle opposizioni la proposta non sarebbe passata, nonostante Sel, con Mauro Del Piano, dopo un intervento critico sulla falsa riga di quello del capogruppo dei socialisti Barisano, alla fine ha votato a favore».
L’assessore Vincenzo Sputore ha poi detto, su richiesta dei consiglieri di opposizione, che la somma incassata dal Comune con la tassa di soggiorno relativa all’annualità 2014 è stata di 217mila euro e che sarà il tavolo con gli operatori a fornire indicazioni all’amministrazione comunale su come spendere queste somme. «Vigileremo con attenzione», promette Del Prete, «intanto prendiamo atto che l’amministrazione Lapenna ha cominciato a fare dei passi indietro sulla tassa di soggiorno che riteniamo dannosa per l’economia turistica cittadina già in crisi anche per la scarsa attenzione che negli ultimi anni si sta riservando al comparto». Per Antonio Del Casale, segretario cittadino del Pd, e Francesco Menna, capogruppo consiliare, «la scelta di abolire l’imposta durante la bassa stagione va nella direzione di andare incontro a chi soggiorna in città in un periodo cosiddetto “morto” e alle strutture ricettive che scelgono di tenere aperta la propria attività offrendo un servizio». I due consiglieri del Pd, stigmatizzano «chi ha scelto di non votare il provvedimento poiché non ci sono sensibilità politiche, organizzative o individuali che possano giustificarlo e ringraziano tutte le forze politiche, di maggioranza ed opposizione, che hanno contribuito a raggiungere questo obiettivo». (a.b.)
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