La Teateservizi è senza bilanci: stop all’assunzione di 22 precari

La segretaria generale del Comune boccia l’accordo firmato a fine anno dal sindaco Ferrara: «È in contrasto con il piano di riequilibrio. Inoltre sarebbe indispensabile un concorso pubblico»
CHIETI. La segreteria generale del Comune dà lo stop all’accordo di fine anno per l’assunzione dei 22 precari di Teateservizi, la società a totale partecipazione pubblica che si occupa della riscossione delle tasse, della gestione dei parcheggi e dei servizi cimiteriali. A fine dicembre scorso il sindaco Diego Ferrara aveva sottoscritto in prima persona un accordo che prevedeva un percorso per arrivare all’assunzione dei precari, ma ora la segretaria generale Celestina Labbadia interviene per bloccare l’iter. Labbadia ha convocato per martedì scorso l’organismo di controllo interno del Comune attraverso una lettera fin troppo chiara e netta.
La lettera è ovviamente un documento riservato in cui il segretario generale si sente libero di esprimere, concretamente e senza mezzi termini, tutte le proprie perplessità non solo sull’accordo sottoscritto ma anche sulla tenuta generale di Teateservizi. «L’accordo», si legge in un passaggio, «si pone in netto contrasto con le azioni di rivisitazione della società come riportato nel piano pluriennale di riequilibrio e nel piano di revisione delle partecipate; inoltre non trova possibilità alcuna di attuazione tenuto conto dei gravi rilievi fatti dal collegio sindacale della società». E dunque per la segretaria generale non c’è alcuna possibilità di contratti più stabili per i precari.
Tra le righe si trova anche un passaggio di censura da parte di Labbadia nei confronti dell’operato del sindaco, come quando afferma di essere «rimasta sorpresa nel vedere la sottoscrizione da parte del sindaco».
Labbadia ribadisce, infine, che per entrare a Teateservizi c’è bisogno di un concorso pubblico: «Il problema che ritengo da sottolineare», si legge, «è di certo la necessità della selezione pubblica per accedere al posto di lavoro, ma soprattutto come l’assenza di bilanci di gestione e di certezza della continuità aziendale risultano essere elementi fondamentali per procedere a una programmazione di assunzioni». La segretaria, insomma, dice che un’azienda che non ha «certezza della continuità aziendale», cioè che non si sa se continuerà a esistere, e che non è riuscita a chiudere i bilanci degli ultimi anni, non può permettersi di assumere personale. Che nell’accordo di fine anno ci fosse qualche forzatura lo si era capito sin da quando la questione, dalle mani dell’amministratore unico della società Massimo Marchetti, è finita in quelle del sindaco. Arrivati alla scadenza dei contratti a tempo, i dipendenti precari, attraverso i loro rappresentanti sindacali, hanno chiesto di parlare direttamente con Ferrara.
Dopo giorni di trattative saltate, l’amministratore unico si era infatti tirato indietro di fronte alle richieste del personale, mentre il sindaco ha fatto di tutto per soddisfare le esigenze di persone che, ormai da anni, prestano la loro opera per la società pubblica senza un contratto stabile. «L’intesa», si legge nella nota ufficiale del Comune emessa a fine anno, «vedrà entro il 28 febbraio l’avvio delle procedure di regolarizzazione dei contratti fino ad oggi precari, con il potenziamento di Teateservizi e il conseguente mantenimento dei livelli occupazionale».
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