«La titolare del disco-pup non ha detto la verità»

9 Settembre 2015

Donna aggredita. Uno dei denunciati: «Lite tra lei e una cliente e noi a dividerle» Scatta la contro querela dei giovani indicati dalla vittima come picchiatori

CHIETI. «Non abbiamo alzato neppure un dito su di lei, anzi, personalmente l’ho aiutata a rialzarsi da terra dopo la lite violenta che ha avuto con una ragazza del nostro gruppo». Parola di F.M., 21 anni, indicato come uno dei “picchiatori” che sabato mattina avrebbe preso a calci A.G., 37 anni, titolare del disco-pub Cohiba di Chieti Scalo. «La verità è completamente diversa da quella che è stata raccontata dalla signora e siamo pronti a dimostrarlo» aggiunge». Ieri, infatti, è stata presentata una contro querela alla questura di Chieti i cui contenuti sono stati anticipati dal ventenne. «Come spesso accade, venerdì sera siamo andati al Cohiba in quattro, tre ragazzi e una ragazza. Siamo entrati regolarmente senza mostrare la tessera, ma quando siamo usciti la titolare ci ha bloccato al cancello e ci ha accusato di aver rubato un pacchetto di sigarette. Noi abbiamo svotato le tasche per mostrarle che si sbagliava, ma lei ci ha cacciato in malo modo dicendo che non avremmo mai più potuto entrare nel suo locale. Noi» aggiunge F.M. «siamo andati via tranquillamente e siamo andati con altri amici in via Pescara». La strada indicata dalla titolare come luogo del pestaggio. «Non abbiamo inseguito nessuno con l’auto» insiste il 21enne «stavamo tranquillamente seduti su una panchina quando è arrivata sul telefono della nostra amica una telefonata della titolare del Cohiba che chiedeva di parlare con lei per chiarire alcune cose. Pochi minuti dopo è lei che ha raggiunto noi in via Pescara e non il contrario» puntualizza «appena arrivata si è messe a discutere animatamente dall’altra parte del marciapiede con la ragazza. L’accusava di aver rubato un cellulare nel suo locale. Dalle parole sono passate ai fatti. Quando abbiamo visto che le cose stavano degenerando io e un mio amico, anche lui denunciato, siamo andati a separarle. Lei ha perso l’equilibrio ed è caduta, io l’ho aiutata a rialzarsi. Una volta salita in macchina ha ingranato la marcia e ha tentato di mettermi sotto. Poi è andata via con la barista. Questa è la verità» sostiene il giovane «abbiamo almeno una decina di testimoni.Nessun maschio le ha messo le mani addosso». Intanto ieri, A.G. è stata ospite della trasmissione di Barbara D’Urso «Pomeriggio cinque» dove alla luce di quanto confidato in esclusiva al Centro sono stati ricostruiti i fatti secondo la versione della 37enne. Lei, davanti alle telecamere, ha chiesto «giustizia». «Sono rimasto allibito» ha commentato F.M. «ha stravolto la realtà dei fatti. Non siamo dei santi, ma neppure i mostri che dice ».