La Tua regala treni d’epoca, è polemica

Locomotiva del 1924 ceduta a un imprenditore di Fermo, le associazioni: «Si distrugge un patrimonio»
LANCIANO. «La Tua ha deciso di regalare un esemplare rarissimo di locomotore elettrico a 4 assi, di costruzione Tibb, risalente al 1924 a un imprenditore di Fermo: le istituzioni, la sovrintendenza devono intervenire. Non è possibile continuare a distruggere testimonianze uniche e rare del nostro passato, così come già accaduto ad esempio per l'editrice Carabba, lo stabilimento Torrieri, l'azienda Tabacchi, le ville liberty di Lanciano come villa De Angelis». Sono Pierluigi Vinciguerra, presidente di Italia nostra e Antonio Monte, vice presidente dell'associazione italiana per il patrimonio archeologico industriale (Aipai), a chiedere a Tua e alle istituzioni di evitare lo scempio di dare via, addirittura regalare, un locomotore del 1924. «Quando il locomotore entrò in funzione si parlò di un vero traguardo italiano di ingegneria ferroviaria, e la Sangritana raggiunse il primato di più lunga ferrovia elettrica a scartamento ridotto e a corrente continua d’Europa», ricordano Vinciguerra e Di Monte. «Ha percorso migliaia di chilometri e dopo la guerra assieme ad altri mezzi fu trasformato nell’officina di Lanciano per lo scartamento ordinario e continuò a prestare servizio fino all’arrivo, nel 1987, del treno della Valle. Ora il locomotore in questione giace nel deposito ferroviario a Torre della Madonna, accanto ad altre preziose macchine che componevano il parco rotabile storico della ex Ferrovia Adriatico Sangritana: vetture, locomotori, vagoni merci risalenti ai primi del ‘900 fino al dopoguerra, pezzi di memoria della storica ferrovia che sembrerebbero non interessare più a nessuno, quanto meno all’attuale dirigenza Tua. Sembrerebbe addirittura che questo materiale rotabile sia di ingombro nel piazzale, assimilato a ferro vecchio. Invece questo patrimonio ha abbondantemente superato la soglia dei 70 anni e quindi non è suscettibile di semplice rottamazione, ma piuttosto di tutela e valorizzazione, almeno per quanto concerne la vigente normativa sui beni culturali». Ma ad oggi non c’è alcuna valorizzazione da parte della Tua dei beni Sangritana secondo Italia nostra e Aipai, ma solo proclami. «Tua e Regione hanno assicurato la rimozione della copertura in eternit della ex officina Sangritana, per riconvertirla in museo ferroviario e archivio storico», dicono i due architetti, «invece l’eternit è ancora al suo posto, mentre l’archivio storico aziendale, sul quale è stato apposto un vincolo dalla Soprintendenza archivistica regionale dal 2003 è chiuso al pubblico da due anni. Oggi addirittura si vogliono regalare rotabili storici preziosi e unici a un privato imprenditore di Fermo? Chi e perché ha autorizzato questo danno alla ferrovia? Vogliamo risposte serie da una dirigenza che ha relegato nel dimenticatoio più buio la storia più che centenaria della Ferrovia Adriatico Sangritana. E vorremo evitare che si distruggano testimonianze uniche e rare del nostro passato». (t.d.r.)

