La Virtus chiede 105mila euro al Comune

La società vuole i soldi per i lavori allo stadio e ad altri due campi. Il sindaco Pupillo: inaccettabile, l’ente non deve nulla
LANCIANO. La Virtus Lanciano ha chiesto al Comune 105.730,89 euro per interventi che avrebbe eseguito, al posto dell’ente, nello stadio Biondi e nei campi Memmo ed Esposito tra il 2012 e giugno 2016, anni in cui ha avuto in gestione gli impianti. Non una semplice richiesta, ma una diffida al pagamento arrivata dallo studio legale Di Cintio-Ferrari di Bergamo. Lo stesso studio che ha rappresentato la Virtus in alcune delle cause sportive legate ai deferimenti e alle penalizzazioni del travagliato campionato 2015-2016, quello costato la retrocessione dalla serie B e poi la scomparsa dal calcio professionistico. Insomma la società di Valentina Maio, consigliere di maggioranza di Lanciano Vale (voluta dal consigliere regionale del Pd, Camillo D’Alessandro), ha chiesto un rimborso all’ente che lei stessa rappresenta. Il Comune ha risposto che non c’è traccia di questi lavori e che si stanno analizzando solo le spese relative alle utenze (acqua, energia elettrica e gas) per verificare eccedenze o mancanze. Secondo lo studio legale Di Cintio-Ferrari, invece, la Virtus deve avere 105.730 euro, e li ha chiesti il 18 ottobre scorso.
I CONTI. Sono presto fatti. In base alla convenzione con il Comune la Virtus doveva pagare 65mila euro l’anno per l’uso dei tre impianti. Ma nell’anno della promozione in B, il 2012, lo stadio necessitava di lavori di adeguamento. Il Comune da solo non poteva sostenere la spesa (di oltre 800.000 euro a cui si aggiungono 300.000 euro spesi quest’anno per i distinti), così si decise di usare i soldi del canone per fare alcuni interventi. La Virtus, scrive l’avvocato, ha eseguito lavori per 220.000 euro (per campo, betafance, tornelli, sedili, attrezzature). Oltre a ciò la Virtus si era impegnata a pagare anche 100.000 euro dei canoni non versati dalla SS Lanciano di Di Stanislao, che era fallita. Anche questa cifra è stata coperta con interventi di manutenzione straordinaria. In totale la Virtus ha sostenuto 320.000 euro di lavori. «Oltre a questi interventi pattuiti», scrive lo studio Di Cintio-Ferrari, «tutto quello che non rientrava nella manutenzione ordinaria sarebbe dovuto essere a carico del Comune. Non è stato così. La Virtus ha eseguito altri lavori di manutenzione straordinaria per 105.730.89 euro che devono essere rimborsati. Entro 10 giorni». Un ultimatum per il Comune che nei 4 anni di B per il Biondi ha speso 1.100.000 euro e si trova, oggi, a dover fare lavori di adeguamento al Memmo per 150.000 euro e fare manutenzione di uno stadio vuoto.
LA REPLICA. La richiesta ha lasciato esterrefatto il sindaco Mario Pupillo. «La richiesta è irricevibile e inaccettabile», dice, «è priva di fondamento. L’ufficio preposto ha risposto il 18 novembre scorso dicendo che nulla è dovuto. Ritengo che la questione si sia chiarita». «Non si rinvengono né risultano documenti o elementi informativi», è la risposta dell’ufficio sport, «su lavori e o interventi di manutenzione straordinaria che sarebbero stati effettuati dalla Virtus sullo stadio Biondi». Non solo, l’ufficio precisa che nella riconsegna della struttura al Comune si è fatto un sopralluogo con la Virtus e «non si sono riscontrate tracce o circostanze riferibili ai supposti lavori straordinari». L’ufficio ricorda anche che «la convenzione prevede il rimborso in favore del concedente (il Comune, ndc) di maggiori spese, relative alle utenze, che si stanno verificando». Il Comune, insomma, non deve nulla alla Virtus, anzi forse è la Virtus a dovere qualcosa all’ente.
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