Laboratori convenzionati: la Asl non ci paga da gennaio

CHIETI. Laboratori analisi in difficoltà in provincia di Chieti a causa dei ritardati pagamenti dell’Asl. Fatture emesse dalle strutture sanitarie private nello scorso mese di febbraio, relative a...
CHIETI. Laboratori analisi in difficoltà in provincia di Chieti a causa dei ritardati pagamenti dell’Asl. Fatture emesse dalle strutture sanitarie private nello scorso mese di febbraio, relative a prestazioni erogate nel mese di gennaio, ad oggi non sono state ancora pagate. E dire che da marzo scorso è entrata in vigore la legge sulla fatturazione elettronica che vuole che il laboratorio analisi emetta una fattura elettronica nei confronti della Asl e che questa paghi in 30 giorni. I laboratori, ovviamente, hanno fatto fatica a mettersi a norma per arrivare ad emettere fatture elettroniche, ottemperando a una legge dello stato, peccato che, dall’altra parte, la pubblica amministrazione dimentica invece doveri e compiti per quanto riguarda i tempi di pagamento. Da una parte, dunque, uno stato che pretende adeguamenti e invia regolari e rigorosi controlli del Mef (Ministero di economica e finanza) insieme a un sistema bancario che ugualmente non ammette ritardi, dall’altra la stessa pubblica amministrazione che, invece, dimentica gli impegni presi e inanella in una serie di ritardi su ritardi non più sopportabili. In mezzo il privato, vaso di coccio tra vasi di ferro. «Per quanto riguarda la nostra struttura», dice l’amministratore del laboratorio analisi di Miglianico, Roberto Luciani, (foto) che è anche vice sindaco di Ripa Teatina, «noi abbiamo emesso già cinque fatture mensili nei confronti della Asl e stiamo per emettere anche la fattura relativa a giugno. Ad oggi tutte non pagate». A quanto pare, la norma è un pagamento a 90 o anche 120 giorni di ritardo. Ritardo che, invece, non è ammesso in banca. E così il privato deve sopperire con mezzi propri per non rimanere schiacciato nel sistema-tagliola. L’attuale vacatio dei vertici della Asl teatina certo non aiuta. «Dobbiamo anche sottolineare che abbiamo sempre fatto fatica a trovare un interlocutore che possa ascoltare i nostri problemi», continua Luciani, «ma ora che si è dimesso il direttore generale Francesco Zavattaro e che anche il direttore amministrativo Stefano Spadano è dimissionario, è ancora più difficile intavolare strategie a lungo termine per risolvere la situazione. Naturalmente abbiamo provveduto anche ad interessare il direttore generale facente funzione, Pasquale Flacco». Il problema del ritardato pagamento delle prestazioni eseguite non d’altronde l’unico per i laboratori analisi che lavorano sul territorio. Queste strutture, che vanno incontro alle esigenze anche di pazienti con gravi patologie, come i malati oncologici, e sopperiscono anche alle tante lacune della sanità pubblica lavorano con due tipologie di pazienti, quelli a pagamento e quelli in esenzione. Categoria, questa nettamente in crescita, nonostante il budget che la politica sanitaria regionale riserva per far fronte a questa situazione non cresce allo stesso modo.
Arianna Iannotti

