Laboratorio analisi a rischio stop

Cgil e Usb: carichi di lavoro troppo alti, locali angusti e non a norma
CHIETI. Spazi angusti e non a norma, macchine ammassate nelle stanze, carichi di lavoro molto alti e utenza in rivolta. Al laboratorio analisi dell’ospedale teatino la misura è colma: lunedì scorso i dipendenti hanno scritto al prefetto dichiarando lo stato di agitazione. La lettera, firmata dal segretario Cgil Fp, Sergio Zinni, e dal segretario Usb Chieti, Mario Frittelli, oltre che al prefetto Giacomo Barbato è stata inviata alla Asl, alla Regione e al Comune. Le segreterie sindacali lamentano «l’impossibilità a lavorare con efficienza e serenità nei locali a disposizione del laboratorio che possono essere considerati angusti e comunque non a norma: controsoffittatura bassa, macchine ammassate in piccole stanze con problemi di mobilità dello stesso personale, mancanza di piani di lavoro adeguati alla raccolta dei materiali, stanze magazzino senza finestre con congelatori e centrifughe, mancanza di lavabi, ecc». Lamentano inoltre «carichi di lavoro molto alti, alcuni tecnici con prescrizione del medico competente, un alto tasso di malattie e locali insicuri per libero accesso di personale non autorizzato ai luoghi di lavoro che alzano pericolosamente un inaccettabile livello di stress lavoro correlato».
A tutto questo si aggiungono le legittime lamentele dell’utenza, già di per sé svantaggiata, trattandosi di pazienti. Le persone sono costrette a interminabili file, le sedute non sono sufficienti, l’ambiente angusto non permette una sufficiente circolazione dell’aria nella sala d’aspetto e le prestazioni sono molto lente.

