Lacrime e dolore in chiesa per l’addio a Del Coco

9 Agosto 2015

Cattedrale di San Tommaso gremita al funerale del dipendente della De Cecco La moglie Gabriella: ha seminato del buono ovunque e l’ameremo per sempre

ORTONA. Era capace di farsi voler bene da tutti e la cattedrale di San Tommaso stracolma nel giorno del suo funerale ne è stata la dimostrazione. Ortona ieri ha salutato per l'ultima volta Gianni Del Coco, responsabile della sicurezza sul lavoro al pastificio F.lli De Cecco, deceduto dopo aver lottato inutilmente contro una gravemalattia. Un uomo di 42 anni molto conosciuto in città, ma non solo. Era sposato con Gabriella e padre di un bambino di 6 anni, Federicoamedeo, un nome unico, «molti pensano sia un doppio nome ma Gianni ci teneva che venisse scritto e pronunciato correttamente» ha commentato la moglie qualche ora dopo la cerimonia funebre. «Ha seminato del buono ovunque», ha ricordato ancora la consorte, «avrebbe voluto che nessuno di noi piangesse, il suo desiderio era quello di farsi ricordare sempre sorridente». Gianni trascorreva gran parte del suo tempo tra lavoro e famiglia, ma non rinunciava nemmeno alle sue passioni. Tra queste ce n'era una che molto ha a che fare con quella che poi era la sua attività: la sicurezza sul lavoro. Insegnava la materia all'Università ''G. d'Annunzio'' di Chieti, ma lo faceva volontariamente, perchè amava stare con i ragazzi che lo ricordano come un professore. E poi gli hobby per lo sport, uno su tutti il ping pong, anche se gli piacevano tutte le discipline. Seguiva le partite del Pescara e condivideva con l'intera città di Ortona la passione per l'Impavida Pallavolo, tant'è che aveva iscritto anche il figlio ai corsi. Ma un anno fa era arrivata la terribile malattia, Gianni ha lottato, ha provato a non dire addio a tutti quelli che gli volevano bene, lo ha fatto sempre con il sorriso e quella naturalità che facevano sembrare tutto normale, come se nulla di grave lo stesse uccidendo. «Ha lavorato, ha continuato a giocare a ping pong e ha seguito le partite dell'Impavida al palazzetto di Ortona» ha evidenziato la moglie. Fino a quando la malattia ha vinto contro di lui il match più importante, quello per la vita. Ieri mattina nella cattedrale di San Tommaso si sono tenuti i funerali tra un bagno di folla che ha salutato il 42enne. Il papà e la consorte hanno voluto lasciare un ricordo speciale al termine della commemorazione, così come il nipotino di otto anni che ha letto una breve lettera. Infine un'amica di famiglia ha citato una lettura di Sant'Agostino che ben rispecchia le volontà di Gianni, ovvero che nessuno soffra per la sua morte, ma piuttosto che sia ricordato pieno di gioia. «Gli ho sempre detto e continuerò a dirgli che gli voglio tanto bene e lo amerò per sempre» ha rimarcato alla fine della cerimonia funebre la moglie.