Lacrime e sacrifici: in 12 mesi, 53 morti e oltre 1.200 malati

6 Marzo 2021

LANCIANO. Altri tre decessi nelle ultime 24 ore, di nonni risultati positivi al Covid-19 nei giorni scorsi; 20 nuovi positivi e 14 guariti. Il Covid torna a colpire la città e lo fa in modo duro....

LANCIANO. Altri tre decessi nelle ultime 24 ore, di nonni risultati positivi al Covid-19 nei giorni scorsi; 20 nuovi positivi e 14 guariti. Il Covid torna a colpire la città e lo fa in modo duro. Strappa vite, registra nuovi contagi anche oggi, il giorno in cui, un anno fa, ha cominciato a cambiare le nostre vite. È infatti passato un anno dalla notizia del primo positivo a Lanciano; un 34enne di una contrada. Da allora sono stati 365 giorni di sacrifici, lacrime, dolori, lutti e ricoveri. Un anno tra scuole aperte e chiuse, di negozi con serrande abbassate e coprifuoco. Un anno di abbracci negati, ma anche di speranza, di nascite, di voglia di lottare. Un anno di contagi con circa 1.200 malati, 53 vittime (31 donne e 22 uomini, con il più giovane di 54 anni la più anziana 103), con focolai che dall’ospedale Renzetti hanno investito 2 case di riposo e il carcere. Un anno diviso in due ondate, con la prima dominata dall’incertezza, dal non sapere contro “cosa” si lottava, dai dispositivi che mancavano, tamponi con risposte che arrivavano con settimane di ritardo.
I NUMERI Un’ondata con 89 contagiati, 9 morti e 4 reparti dell’ospedale Renzetti chiusi causa Covid. In primis l’ortopedia con la prima paziente del territorio infetta: una nonna casolana 92 enne. Che è stata anche la prima vittima Covid della zona, il 15 marzo 2020. Casoli che vive oggi un aumento di casi: 33 come riferito dal sindaco Massimo Tiberini che chiede di accelerare coi vaccini. Poi da fine agosto la seconda ondata più aggressiva a causa dei focolai nelle case di riposo: all’Antoniano (11 decessi), Santiago (19 morti) e al carcere (1 decesso). Ondata in cui il virus colpisce anche i piccoli (il più piccolo della 2 ondata aveva 1 mese, mentre nella 1 ondata la più piccola contagiata è stata una bimba di 11 anni) e gli alunni tanto che si arriva alla chiusura delle scuole nel mese più nero: febbraio. Quello in cui ci sono stati più contagi (circa 250 casi, 45 in un solo giorno) e più morti, 3 solo ieri: R.D.C., 91 anni, N.U., 82 anni e M.S.M., 85 anni, risultati positivi al Covid nei giorni scorsi. «Con grande dolore esprimo alle famiglie le più sentite condoglianze a nome mio e della città, che piange 44 morti in questa seconda terribile ondata che non accenna ad arrestarsi. E' dura, commenta il sindaco Mario Pupillo, «anche perchè i positivi riprendono a crescere più dei guariti, 40 contro 14, come le quarantene che risalgono a 490. E' segno che tante famiglie sono alle prese con questo maledetto virus, con diversi concittadini ricoverati in serie condizioni negli ospedali abruzzesi, ormai saturi».
POSITIVI E GUARITI Il bilancio degli attuali positivi è 339, quello dei guariti 790. «È stato un anno di grande sofferenza, impegno, preoccupazione per la salute delle persone, ma anche economici e sociali», dice Pupillo. «È come una guerra mondiale in cui i proiettili, il virus, non li vedi ma ti colpiscono e uccidono. Un virus che muta, si mimetizza che ha distrutto la socialità, affetti, attività, spento la città cancellando anche tradizioni secolari, come la Squilla e i riti della settimana santa. Un virus che ha costi economici notevoli. Da un anno è un incubo quotidiano. Il mio pensiero va ai defunti, ai ragazzi privati della scuola, della socialità, alle famiglie che hanno perso il lavoro. È un dramma, ma in questo nuovo anno c’è la lucedei vaccini».
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