Lacrime e striscioni per l’addio a Nicola

Guardiagrele: folla ai funerali di Di Crescenzo, trovato carbonizzato nella sua auto il 3 marzo
GUARDIAGRELE. Folle, lacrime e striscioni per l’addio a Nicola Di Crescenzo, l’imprenditore edile di 58 anni trovato carbonizzato lo scorso 3 marzo nella sua Fiat Panda, in via Pomaro, al confine tra Roccamontepiano e Casalincontrada. Alle ore 16.15 di ieri si sono celebrati i funerali: ad attendere il feretro, a Porta San Giovanni, c’ era tanta gente distrutta, con i volti rigati dalle lacrime. Tra la folla, oltre al sindaco Donatello Di Prinzio, numerosi tifosi dell’Inter, squadra del cuore di Nicola, arrivati anche da altre località abruzzesi, con al collo le sciarpe con i colori sociali del club, ma anche tifosi di altre squadre, come quelli della Juventus del locale club “Lo zoccolo duro” che hanno voluto esprimere il loro cordoglio anche con un manifesto, dimostrando che il rispetto per la persona va ben oltre i colori.
«Nicola», ha ricordato Saturnino Di Prinzio del club Guardiagrele nerazzurra, «è stato un grande sportivo e animatore del tifo interista; seguiva la squadra in quasi tutte le partite in ogni parte d’Italia, con entusiasmo e passione. Siamo certi che anche da lassù, con la sciarpa nerazzurra al collo, continuerà a sostenerla». Tanti sono stati poi coloro che hanno voluto ricordare le qualità dell’imprenditore scomparso, a partire dal primo cittadino.
«Nicola», ha sottolineato Di Prinzio, «oltre ad essere un grande amico, era un gran lavoratore, una persona dotata di tante qualità umane, sempre pronta e disponibile ad aiutare il prossimo».
«Sopratutto negli ultimi tempi che era diventato nonno», hanno aggiunto alcuni amici, «era felicissimo e viveva in funzione dei suoi nipotini Emanuele e Aurora, che amava tantissimo ed erano la sua prima ragione di vita». La bara dell’imprenditore, dopo aver attraversato via San Giovanni e via Roma, è quindi giunta nella chiesa di Santa Maria Maggiore, dove il parroco don Erminio Di Paolo, anche lui super tifoso interista, ha officiato il rito funebre, esternando parole di fede e di conforto ai familiari, in particolar modo alla moglie Loredana ed ai figli Lorenza e Letizia.
«Nicola», ha sottolineato il sacerdote, «non è morto solo, perché portava sempre al collo una croce rossa di San Camillo De Lellis, patrono dei moribondi e sicuramente con questo santo abruzzese è andato a partecipare alla gloria del Signore». All’uscita dalla chiesa, in una piazza Santa Maria Maggiore strapiena, il feretro è stato infine accolto da un lungo applauso e dai cori dei tanti tifosi dell’Inter.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

