Ladri a caccia di metalli preziosi Nel mirino Formula Ambiente

Rubati i catalizzatori di dieci veicoli nella sede della società che si occupa della raccolta di rifiuti: contengono materiali come il platino. Il danno è di 20mila euro, due banditi ripresi dalle telecamere
CHIETI. Ladri di metalli preziosi in azione a Formula Ambiente, la società che raccoglie i rifiuti a Chieti. Detta così, può sembrare un controsenso. E invece è esattamente quello che è successo qualche sera fa nella sede di via Aterno, a Brecciarola: i malviventi hanno messo fuori uso ben dieci Piaggio Porter – i motocarri utilizzati quotidianamente per il servizio di igiene urbana – dopo aver rubato altrettanti “fap”, ovvero i filtri che servono ad abbattere le emissioni inquinanti. All’interno di questi catalizzatori, infatti, sono contenute minuscole quantità di metalli nobili le cui quotazioni sono però decisamente importanti: il rodio può superare i 600 euro al grammo, il palladio arriva a 70 e il platino si avvicina ai 35. Quanto basta per far diventare molto redditizi furti del genere, registrati in serie – negli ultimi mesi – un po’ in tutta Italia. Come dire: una volta erano le autoradio, adesso sono i catalizzatori ad andare a ruba.
Nel caso di Formula Ambiente, che ha presentato denuncia ai carabinieri, il danno procurato all’azienda è di circa 20mila euro. Senza considerare gli effetti collaterali, perché i mezzi sono logicamente inutilizzabili e la società è dovuta correre ai ripari per evitare disservizi: sono stati organizzati doppi turni con i veicoli attualmente a disposizione.
Il punto di partenza per le indagini sono le immagini del sistema di videosorveglianza della sede operativa dell’azienda: sono almeno due i banditi, incappucciati e con il volto coperto, che hanno scavalcato la recinzione, poco prima della dieci di sera di domenica, per poi iniziare ad armeggiare sui motocarri. I ladri sono andati a colpo sicuro e, nel giro di mezz’ora o poco più, hanno portato a termine il raid. Le modalità sono quelle tipiche del furto su commissione. Il dato non trascurabile è che, sempre più spesso, a finire nel mirino sono società che si occupano della gestione dei rifiuti. Un esempio lampante è quello della Toscana: nel giro di un paio di mesi, sono stati rubati centinaia di catalizzatori nelle ditte delle province di Pisa, Firenze e Lucca.
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