Ladri all’assalto della Vicentini

9 Maggio 2015

Nella scuola chiusa scattano le razzie, smontati anche i termosifoni. Di Labio: il Comune che fa?

CHIETI. Fili di rame trafugati come se nulla fosse mentre i termosifoni di ghisa sono stati prelevati dalle stanze in cui si trovavano e ammassati nell’atrio dell’edificio pronti ad essere portati via. La scuola media Vicentini è sotto assedio ed è diventata terra di conquista per vandali e ladruncoli che stanno depredando la gloriosa scuola di via Ferri, chiusa dal terremoto aquilano per problemi strutturali, di ogni materiale di valore. Emblematiche le foto che sono state recapitate da un cittadino al consigliere comunale Gianni Di Labio. Il quale rompe il silenzio chiedendo all’amministrazione comunale di intervenire. «A palazzo d’Achille tutti sanno cosa sta accadendo alle Vicentini eppure», lamenta Di Labio, «nessuno fa niente. Se proprio questi materiali non servono, il Comune li faccia propri e li venda».

Anche perché, guardando con attenzione le foto scattate due giorni fa da un solerte residente della zona, si intuisce che altre razzie siano dietro l’angolo alla Vicentini. «Negli anni di chiusura della scuola sono stati portati via i fili di rame mentre adesso», aggiunge Di Labio, «sembrerebbe che siano imminenti altri furti».

Un qualcosa di più di una semplice supposizione vedendo come sono stati dislocati i termosifoni che prima scaldavano le classi della Vicentini.

«I termosifoni della scuola sono stati staccati dalle pareti e portati al piano terra dell’edificio, ben nascosti dalla strada, per fare non si sa bene cosa. Sembra chiaro, però, quale sia», afferma Di Labio, «l’intento di chi ha compiuto un’operazione del genere».

Insomma la Vicentini è piombata nel degrado più assoluto dopo che la scuola è stata chiusa dal Comune in quanto i costi dei lavori di ristrutturazione necessari supererebbero di gran lunga quelli per la costruzione di una nuova scuola. Ma, intanto, la Vicentini è diventata terra di nessuno malgrado si trovi nel cuore di un quartiere che ha già perso, di recente, la caserma Berardi, poi dismessa dallo Stato. A preoccupare, però, è il via vai di persone non meglio identificate che si registra nell’ex istituto scolastico specie nelle ore notturne. Non a caso le porte antipanico della scuola sono sempre aperte mentre le aule sono state spogliate di ogni cosa. Gli ultimi oggetti tolti sono stati, come si vede nelle foto, i termosifoni di ghisa. Che, evidentemente, fanno gola a qualcuno. «Non riesco a capire perché il Comune non vigili sulla Vicentini e se ne stia a guardare. Effettuerò», annuncia Di Labio, «una segnalazione alle autorità competenti».

Jari Orsini

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