Ladri in chiesa, rubato calice con le ostie

28 Dicembre 2021

Furto nella parrocchia di San Michele: sparita una pisside preziosa. Appello di Menna: «Gesto ignobile, chi ha visto parli»

VASTO . La chiesa di San Michele torna nel mirino dei ladri. Rubato il calice contenente le ostie consacrate che vengono utilizzate nelle funzioni religiose. A scoprire e denunciare il furto è stato il parroco, don Antonio Totaro. Ieri il sacerdote, poco dopo le 17.30, si è accorto che la porticina del tabernacolo sopra l’altare era stata forzata. Don Antonio, quindi, si è avvicinato e ha visto che la pisside era sparita. Dalla chiesa non è stato portato via altro. Il furto potrebbe essere avvenuto il giorno di Santo Stefano o ieri mattina. L’autore potrebbe essersi allontanato a piedi imboccando il viale della villa comunale. «Chiedo a tutti una preghiera per questo sacrilegio e per coloro che lo hanno perpetrato», ha scritto sulla pagina Facebook della parrocchia, don Antonio. Il parroco ha subito informato le forze dell’ordine e il vescovo, monsignor Bruno Forte. Le celebrazioni religiose dei giorni festivi nella chiesa sono state sospese. Non è la prima volta che la chiesa che domina il golfo di Vasto viene presa di mira. Nel 2019 si verificò un altro furto. Allora venne portato via un candeliere votivo con le offerte dei fedeli.
Non appena ha saputo del furto del calice, il sindaco di Vasto Francesco Menna ha inviato un messaggio ai vastesi invitandoli a collaborare con le forze dell’ordine. «È deplorevole quanto accaduto nella chiesa di San Michele, patrono di Vasto», ha scritto Menna. «È stata rubata una pisside. Invito tutti i vastesi e chiunque ritiene di poter essere utile alle indagini a collaborare con gli inquirenti per risalire ai responsabile del gesto ignobile».
La speranza dei carabinieri che indagano sull’accaduto è che le telecamere della videosorveglianza abbiano ripreso l’autore o gli autori del furto. La pisside potrebbe essere stata rubata per ricavare soldi da una sua eventuale vendita, ma anche per trarre in inganno anziani e malati fingendo di portare la comunione a domicilio. Per questo le forze dell’ordine invitano loro a diffidare di sconosciuti che, spacciandosi per collaboratori delle parrocchie, si offrano di portare la comunione a casa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA