Ladri nella casa di don Leo Spariti soldi e gioielli

1 Giugno 2018

Lanciano. Furto da 30mila euro in cassaforte mentre il sacerdote celebra messa I ladri sono entrati dall’appartamento di fianco e scavalcato il balcone

LANCIANO. Mentre celebra la messa, i ladri gli entrano in casa, sventrano la cassaforte con la fiamma ossidrica e portano via oltre 30mila euro in gioielli e contanti. È il furto commesso ai danni di don Leo Di Felice, 75 anni, parroco della chiesa di San Nicola per anni, e poi della cattedrale della Madonna del Ponte, ed ex professore di lettere alle superiori di Lanciano. Sacerdote ben voluto dalla comunità e dai suoi studenti, don Leo mercoledì mattina è uscito alle 7,45 dall’appartamento in via Parma per celebrare la messa in cattedrale alle 8,30. Poi, attorno alle 10, come ricostruito dai carabinieri della compagnia di Lanciano guidati dal capitano Vincenzo Orlando che indagano sul furto, è rientrato in casa. Non ha notato nulla di strano. Fino a quando non è entrato in camera da letto: qui ha trovato quadri e oggetti spostati e cassaforte sventrata e ripulita. E i ladri non avrebbero nemmeno fatto danni alla cassaforte perché avevano trovato la chiave, ma questa si è bloccata e quindi hanno usato la fiamma ossidrica per aprirla. Hanno portato via tutto: monili in oro e contanti. Gioielli di famiglia, della mamma del sacerdote, quindi dal grande valore affettivo. Spariti, però, anche migliaia di euro in contanti, soldi ritirati dal parroco pochi giorni prima del furto per dei pagamenti.
Per i militari, il furto, è stato commesso da persone che conoscevano bene il sacerdote e i suoi spostamenti. I ladri, infatti, avrebbero potuto mettere a segno il colpo alcune settimane fa, quando don Leo era a Berazategui, in Argentina; invece hanno aspettato che si liberasse l’appartamento accanto e sono entrati in azione. Hanno aperto la porta della casa disabitata senza fare effrazioni, con una scheda. Sono poi usciti sul balcone e, scavalcando un piccolo separé di plastica, sono entrati su quello del sacerdote, lasciando alcune impronte di scarpe da tennis, rinvenute dalla scientifica. Sono entrati nell’appartamento dalla finestra del bagno, rimasta aperta. Si sono poi diretti in camera da letto e hanno ripulito la cassaforte.
Inoltre sulla denuncia don Leo ha raccontato di aver ricevuto una telefonata la sera prima, in cui un “parrocchiano” gli avrebbe chiesto se l’indomani avesse celebrato messa e se lo poteva aspettare al termine di questa. Lui gli avrebbe risposto positivamente. Magari una telefonata fatta per sincerarsi di avere il campo libero, per almeno un paio di ore.
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