Lanci di sassi sulla strada da altri edifici abbandonati

Controlli dei vigili dopo la vicenda della casa sulla Circonvallazione istoniense Ispezioni nel cantiere della Rsa Sant’Onofrio con i lavori fermi dal 2000
VASTO. Resti di bivacchi e pernottamenti. È quanto hanno scoperto gli agenti della polizia municipale nel fabbricato incompiuto e abbandonato dal quale giovedì sera 4 giovani hanno lanciato calcinacci sulla circonvallazione Istoniense. «Non è detto che il materiale ritrovato appartenga ai quattro», dice il comandante della polizia locale, Giuseppe Del Moro, «quegli oggetti potrebbero appartenere ad altri».
La caccia al quartetto di scellerati, purtroppo, non ha prodotto alcun risultato. In compenso, però, ha rinfocolato le polemiche sul degrado degli immobili incompiuti o dismessi in città. In particolare nel mirino finisce ancora una volta quella che avrebbe dovuto essere la Rsa pubblica di Sant’Onofrio. A distanza di diciassette anni dall’avvio dei lavori la struttura è solo un manufatto incompleto, ricettacolo notturno di vandali e teppisti. «È un pericolo per tutti noi», sostengono indignati i residenti che da mesi denunciano la presenza notturna nel manufatto di persone poco raccomandabili. «La Asl non può permettersi di lasciare nel più assoluto degrado una struttura costata milioni. Se non ha soldi per completarla la regali al Comune o ad altri enti. Assurdo che la lasci a tossicodipendenti e scellerati. Adesso fa clamore il lancio di calcinacci sulla circonvallazione. Il lancio di siringhe a Sant’Onofrio è ugualmente pericoloso», protestano i cittadini invitando l’amministrazione a chiedere alla Asl la bonifica e adeguata recinzione dell’ex ospizio.
Da diciassette anni la Rsa, è in abbandono. La struttura venne presentata nel 1998 come un gioiello della sanità pubblica. I lavori iniziarono a settembre 1999 sotto la gestione dell’ex manager Asl Domenico Recchione. Nel 2000, il tempo di realizzare le fondamenta e i pilastri, e l’opera fu bloccata in seguito alle contestazioni della direzione dei lavori e il cantiere sequestrato. Dopo un lungo contenzioso riguardante il progetto, nel 2005, con l’intervento del manager Asl dell’epoca, Michele Caporossi, la struttura fu dissequestrata, ma mai completata. Per la costruzione del manufatto furono spesi 2 miliardi e 940 milioni di lire. «La Rsa, 40 posti letto per anziani non autosufficienti e disabili, avrebbe dato lavoro a 120 operatori. È molto triste vedere che, invece, è diventato il regno del degrado. Gli unici fruitori sono sbandati e ratti». I residenti si lamentano per quello che ogni sera avviene nella struttura. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

