Lanciano. Cartello anti bambini. «Se giocare è reato, arrestateci»

La protesta dei residenti di piazza Giancristofaro contro il cartello anti-bambini
LANCIANO
“Se giocare è reato allora arrestateci tutti”: è il manifesto posto sulle vetrate di uno degli spazi che si affacciano su piazza Giancristofaro all’interno del complesso Agorà ai Cappuccini dove ieri mattina si sono ritrovati alcuni genitori e bambini, anche condomini, per discutere del segnale apparso alcuni giorni fa proprio all’ingresso dello spazio, che è privato ma ad uso pubblico, che pone il divieto di giocare a palla o accedere con mezzi a rotelle, biciclette, motocicli, “eccetto autorizzati”. Un cartello che ha sollevato proteste e polemiche posto senza il via libera del Comune. Come precisato dall’assessore ai Lavori Pubblici Paolo Bomba infatti, essendo una «piazza privata ad uso pubblico, l’area è soggetta alla regolamentazione e al controllo della pubblica amministrazione e quindi il divieto deve essere posto dal Comune che invece non ne sapeva alcunché». Questa mattina potrebbe infatti essere rimosso dopo i controlli dell’ufficio mobilità e traffico dell’ente. «Ma saranno fatte verifiche», assicura l’assessore, «per capire chi ha posto il cartello». Già, perché ieri nella “protesta” c’erano anche alcuni condomini a sostenere le ragioni dei bimbi che il pomeriggio vanno a giocare. «Il cartello non è stato posto per volere di tutti i residenti», dicono alcuni. «Qui di problemi ne abbiamo molti e non sono di certo i bambini, ma la strada che sbuca su viale Marconi, diventata pochi mesi fa a senso unico dopo molte proteste, ma ancora senza nome, la caduta di calcinacci sul retro dei palazzi e la sistemazione dell’area garage e parcheggi». Problemi ben maggiori e diversi dal cartello anti gioco che oggi si capirà se sarà rimosso o meno.

