Lanciano resta unita a Vasto nella lotta

Il sindaco Pupillo: «Valido l’accordo sull’accorpamento dei due palazzi di giustizia». Menna: «Niente nostre fughe in avanti»
LANCIANO. «Restiamo uniti per salvare i tribunali di Lanciano e Vasto. Continuiamo il percorso iniziato anni fa per l’accorpamento dei presìdi in armonia e con l’appoggio degli Ordini degli avvocati delle due città. Le iniziative di protesta che vengono dal territorio sono lodevoli, ma per ora ci interessa proseguire il percorso istituzionale intrapreso». Sono le parole dei sindaci di Lanciano, Mario Pupillo, e di Vasto, Francesco Menna a fare chiarezza, e chiudere le polemiche aperte con la possibile fuga in avanti di Vasto che, con l’avvocato Angela Pennetta e gli amministratori della zona, è pronta a manifestare a Roma per salvare il proprio tribunale.
Alla presenza del presidente dell’Ordine degli avvocati di Lanciano, Silvana Vassalli, che ha parlato anche a nome del collega vastese Vittorio Melone, i sindaci hanno ribadito che resta l’accordo sull’accorpamento dei tribunali e che non ci sono scelte vastesi volte ad escludere Lanciano e i suoi comuni dalla lotta in difesa dei presidi du giustizia.
«Abbiamo redatto un documento in cui dichiariamo che siamo favorevoli all’accorpamento», dice Pupillo, «e l’accordo vale ancora. E documento alla mano chiediamo alla Regione e al governo di dare ascolto alla nostra intesa per evitare la chiusura dei tribunali e problemi per i cittadini». «L’accordo è valido», ribadisce Menna, «approvato dai due consigli comunali all’unanimità. A Vasto a creare maggiori problemi è la carenza di personale in tribunale di cui discuteremo a Roma il 12 marzo. Ma non ci sono fughe in avanti». «Lottiamo dal 2001 per salvaguardare i nostri presidi di giustizia», evidenzia la Vassalli a nome anche del collega Melone, «prima per evitare la possibile chiusura ora per riaprirli perché di fatto siamo già chiusi dal 2012. La proroga al 2021 non ha alcun valore se restiamo senza personale amministrativo. A Vasto mancano 6 unità e il presidio è bloccato. A Lanciano la Procura è con il 75% di personale in meno ma a supplire ci sono i carabinieri. L’incontro a Roma del 12 marzo dei vastesi è proprio per il personale e se non ci saranno soluzioni il 18 marzo sciopereranno. Inoltre il 19 marzo al ministero della Giustizia è convocato il Comitato nazionale giustizia di prossimità, di cui fanno parte i comuni di Lanciano e Vasto, per discutere della revisione della riforma giudiziaria. L’obiettivo è l’apertura dei 4 presidi, poi l’accorpamento Lanciano-Vasto ed eventualmente la creazione di una rete di tribunali del distretto. Ma sono vie istituzionali che nulla hanno a che fare con le proteste di piazza, pur legittime, che ci potranno essere dopo aver avuto però risposte dal governo».
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