Lanciano, una città multietnica. Ora gli stranieri sono il 5% dei residenti

In un anno aumentati di 100 unità, in particolare extra UE
E il Comune rafforza le politiche di inclusione sociale
LANCIANO
Una vocazione all’accoglienza che affonda le radici nel Medioevo e arriva immutata ai giorni nostri, visto che sempre più stranieri, comunitari ed extracomunitari, scelgono Lanciano come comune di residenza. Nel 2025 il numero degli stranieri residenti è salito a 1.726 unità (il 5% su una popolazione complessiva di 34mila abitanti), oltre cento in più rispetto all'anno precedente. In forza di questi numeri, il Comune ha avviato la co-programmazione per l’attivazione di un Centro servizi immigrati, con l’obiettivo di rafforzare le politiche di inclusione sociale e di rispondere in modo più efficace ai bisogni della popolazione straniera.
Secondo gli ultimi dati dell'ufficio anagrafe (31 dicembre 2025), sono 679 gli stranieri comunitari e 1.047 quelli extracomunitari (nel 2024 gli stranieri residenti erano 1.623, di cui 686 comunitari e 937 extracomunitari). Le nazioni più rappresentate sono quella romena (523 residenti), albanese (203), la Repubblica Dominicana (111), la Cina (85) e l'Ucraina (80), ma nel capoluogo frentano convivono, in percentuali diverse, anche argentini e indiani, marocchini e pakistani, polacchi ed egiziani, statunitensi e giapponesi.
Un coacervo di culture e stili di vita che coesistono in un contesto sociale sempre più complesso e interconnesso: l’attenzione verso le persone extracomunitarie non può limitarsi a interventi emergenziali, ma richiede una visione strutturata, inclusiva e lungimirante. Questa è l'idea che muove l'amministrazione comunale. A partire dai bisogni, dagli interessi e dalle aspirazioni della popolazione immigrata, l’obiettivo è favorire percorsi di integrazione e autonomia del cittadino straniero, attraverso servizi e interventi capaci di rispondere alla complessità dei bisogni emergenti. Tra gli step del percorso, ci sono quello di migliorare la conoscenza del fenomeno sul territorio, sviluppare nuove progettualità, ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili e rafforzare il rapporto di fiducia tra istituzioni e realtà sociali. Il procedimento, avviato con determinazione dirigenziale dell’8 aprile scorso, punta a costruire una strategia condivisa attraverso il coinvolgimento diretto degli enti del Terzo Settore, chiamati a contribuire con competenze, esperienze e proposte operative. Le organizzazioni locali sono chiamate a partecipare all’incontro di martedì 14, nella sala “Benito Lanci”, all'interno dell'ex Casa di conversazione. Il programma prevede alle 15.30 la registrazione dei partecipanti e alle 16 l’avvio dei lavori. Al centro del confronto ci saranno temi cruciali come l’accesso ai servizi, l’inclusione sociale, l’orientamento al lavoro e il supporto amministrativo per i cittadini stranieri. La partecipazione è aperta a tutti i soggetti regolarmente iscritti al Registro unico nazionale del Terzo Settore. «Non si tratta solo di progettare un servizio, ma di costruire una rete territoriale solida e responsabile, capace di rispondere alle sfide dell’inclusione», evidenzia l’assessore alle Politiche sociali e giovanili, Cinzia Amoroso, «in un’epoca in cui il tema delle immigrazioni è spesso oggetto di polarizzazione politica, iniziative come questa dimostrano che è possibile adottare un approccio pragmatico e orientato ai diritti, mettendo al centro le persone e la coesione sociale».

