Lavori contro il pericolo frane: è caccia ai tecnici per i progetti

4 Dicembre 2022

Finanziati gli interventi per i dissesti idrogeologici, ora parte la procedura per affidare le pratiche Dalla giunta confermano: «Nel 2023 possono cominciare le opere in via Arenazze e via Gran Sasso»

CHIETI . Le immagini della catastrofe di Ischia hanno scosso tutti, compreso il sindaco di Chieti, Diego Ferrara. Il primo cittadino nei giorni scorsi si è detto turbato «di fronte alle immagini di distruzione che arrivano dall’isola». Ma il problema idrogeologico non vede escluso Chieti che, anzi, deve fare i conti con diverse criticità sul suo territorio. L’amministrazione comunale ha avanzato una richiesta di contributi per investimenti relativi a opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio. Per l’annualità 2022 sono stati finanziati la messa in sicurezza di aree a rischio di frana o idraulico, quali fossi e cunette, per 500mila euro. Un più sostanzioso finanziamento, da due milioni, ha a che fare poi con il risanamento idrogeologico dell’area compresa tra via Arenazze, via Gran Sasso compreso fosso Santa Chiara. «Per ciascuno degli interventi è prevista l’erogazione in favore dell’amministrazione comunale di un’anticipazione pari al 20% del finanziamento», viene specificato in una recente determina dirigenziale del Comune. Ente che ha come obiettivo quello di affidare la progettazione dei lavori entro fine anno, per poi procedere con i successivi passi verso i lavori previsti nel 2023.
«Siamo stati all’Aquila», ha ricordato Ferrara, «insieme all’assessore Stefano Rispoli per incontrare i responsabili della Protezione civile regionale. I tecnici ci hanno detto che il territorio teatino era già sotto controllo e che nella zona di Santa Maria, tra via Don Minzoni, via Arenazze e viale Gran Sasso, c’era la situazione di maggiore criticità. Questa zona viene monitorata attraverso apparecchiature satellitari». Dai controlli è risultato che la zona di viale Gran Sasso è sprofondata di cinque centimetri in tre anni. «Sono dati che preoccupano, ma il fatto che questa zona sia tenuta sotto controllo dalla Protezione civile regionale mi ha fatto comunque sentire meno solo», ha detto Ferrara. «Sono anche contento per il coinvolgimento dell’ateneo d’Annunzio, che ha preso l’impegno di fare sopralluoghi e analizzare i dati per rilasciare un parere tecnico sullo stato d’emergenza o meno. Il parere sarà rilasciato entro questo mese».
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