Lavori in piazza San Giustino: c’è l’intesa per studiare i reperti

26 Febbraio 2022

Trovato l’accordo tra la Soprintendenza archeologica e il museo universitario guidato da Capasso «Dai resti umani rinvenuti durante gli scavi sarà possibile ricostruire lo stile di vita dei popoli antichi»

CHIETI. Sarà il Museo universitario diretto da Luigi Capasso a fare luce sui reperti rinvenuti negli scavi di piazza San Giustino e in particolare sulla sepoltura risalente al quarto o terzo secolo avanti Cristo. È stata sottoscritta una convenzione tra Soprintendenza archeologia e l’università d’Annunzio, tramite il dipartimento di Medicina e scienze dell’invecchiamento, che ha lo scopo di studiare i resti antropologici riaffiorati dal passato. Lo scavo, che si è svolto sotto la direzione tecnico-scientifica di Rosanna Tuteri, archeologa della Soprintendenza, è finalizzato alla riqualificazione della piazza principale della città.
Durante gli scavi è emersa una sepoltura ancora intatta, contenete i resti di un soggetto femminile al quale da subito è stato dato il nome di “Marouca”, ad evocare il riferimento a una donna di rango marrucina. L’eccezionalità della scoperta ha indotto la Soprintendenza a ricercare immediatamente la collaborazione dell’unità operativa di Antropologia, diretta da Capasso, struttura con la quale già in altre occasioni sono state avviate fruttuose collaborazioni finalizzate allo studio di antiche popolazioni abruzzesi. «I resti umani rinvenuti nel corso della campagna di scavo della necropoli in piazza San Giustino», ha detto la sovrintendente Rosaria Mencarelli, «sono una fonte di informazione unica ai fini dello studio delle prime fasi del popolamento dell’area teatina da parte dei Marrucini, soprattutto in considerazione dell’eccezionale stato di conservazione in cui si presentano». Il team tecnico-scientifico sarà composto per la Soprintendenza dal soprintendete Mencarelli, dalle archeologhe Tuteri e Anna Dionisio e dalla restauratrice Isabella Pierigè; per l’università il ruolo di responsabile scientifico viene assunto dal professor Capasso, affiancato dal docente Ruggero D’Anastasio e dal ricercatore Jacopo Cilli. «La stipula della convenzione», ha aggiunto Capasso, «consentirà per la prima volta di accedere e di ricostruire le informazioni biologiche di un abitante di Chieti appartenente al popolo Marrucino del quale abbiamo avuto, sino ad oggi, solo informazioni di tipo culturale. Potremo finalmente ricostruire molti aspetti paleo-biologici: dallo stile di vita alle cause della morte, dall’età alla statura, fino alle datazioni assolute, non solo sui resti scheletrici, ma anche su tutti i materiali biologici presenti nella sepoltura».
Una volta terminati gli scavi archeologici, i lavori della piazza procederanno secondo quanto prevede la seconda variante al progetto originario voluto dalla precedente amministrazione comunale. I lavori di piazza San Giustino sono stati avviati dalla passata amministrazione, a settembre 2020 a pochi giorni dalla scadenza del mandato. L’impresa Costruzioni Giulisa si è accaparrata l’appalto da un milione e mezzo di euro. La seconda variante di progetto è divenuta realtà grazie alla richiesta della nuova amministrazione di riutilizzare i 353.636 euro derivanti dal ribasso d’asta.
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