Lavori per mettere in sicurezza lo sperone

23 Luglio 2019

Primo sopralluogo a Fara San Martino: al via gli interventi dopo il crollo del masso che ha ucciso la turista

FARA SAN MARTINO . Potrebbero partire già nei prossimi giorni gli interventi per mettere in sicurezza lo sperone di roccia che si staccando al di sopra del sentiero per le Gole di San Martino. Ieri mattina si è svolto il sopralluogo del Genio civile, a cui il Comune ha chiesto un intervento di somma urgenza dopo i ripetuti distacchi di massi che si sono verificati nell’ultimo mese. Trenta giorni fa, il 22 giugno, uno di questi ha colpito in testa una turista di Ravenna, Sandra Zanchini, deceduta dieci giorni dopo in ospedale. Il 13 e il 16 luglio poi, sempre in occasione di condizioni meteorologiche avverse, altri massi sono venuti giù, anche di dimensioni maggiori, tanto da aver divelto alcuni pannelli della passerella provvisoria allestita dai vigili del fuoco in seguito all’incidente. Dal 13 luglio il sentiero H1, quello che dalla valle conduce alle Gole e al monastero (ma anche ad altri sentieri, fino al Monte Amaro), è chiuso, come stabilito da un’ordinanza del sindaco Carlo De Vitis a tutela della pubblica incolumità. Se non saranno eseguiti interventi urgenti - per i quali, secondo una prima stima del Comune, servono 240mila euro - il sentiero non potrà essere riaperto.
Ieri mattina a Fara sono arrivati per redigere la perizia il dirigente del servizio regionale del Genio civile, Vittorio Di Biase, e l’architetto Fabrizio Di Matteo. Presenti, insieme al sindaco, anche i carabinieri forestali del comando di Fara San Martino e i tecnici incaricati dal Comune, il geologo Pinuccio D’Aquila e l’ingegnere Pamela Giancola. «È stato riconosciuto che lo sperone di roccia, individuato a 45 metri di altezza, è in pericolo di crollo», riferisce il sindaco De Vitis, «ed è oggetto di recenti frantumazioni, per cui le cadute di massi dal giorno dell’incidente, e quelle successive del 13 e 16 luglio, derivano da quella lesione che si sta aprendo sempre di più. La pratica seguirà la via d’urgenza, come da impegno disposto da parte della Regione. Se tutto va secondo previsioni, i lavori potrebbero iniziare già da questa settimana o all’inizio della prossima».
Gli interventi consisteranno nel far crollare lo sperone di roccia in bilico, che altrimenti, prima o poi, verrebbe giù da solo. «Si tratta della normale evoluzione del massiccio della Maiella, per cui si verificano questi fenomeni anche improvvisi», spiega il sindaco, «tanto è vero che la Forestale ha ricordato che anche quando è venuto giù un altro costone, nel 2012, i primi segni furono delle cadute di massi nel punto di lesione, come avviene oggi, e poi è seguita la frana della parte di costone fratturato. Essendo un intervento di somma urgenza, saranno fatti un computo e un progetto di massima, che in sede di esecuzione dei lavori si potranno ritoccare. Non c’è tempo di fare analisi e studio approfonditi», conclude De Vitis, «si valuterà al momento».
Stefania Sorge