Lavori sbloccati per mille alloggi Ater

Con sei anni di ritardo arrivano 13 milioni stanziati dopo il terremoto, in cima alla lista le cinque palazzine di via Amiterno
CHIETI. La lista degli scontenti è lunga, ma ora le cose potrebbero cambiare. Il Cipe ha assegnato i fondi per la ristrutturazione degli immobili di proprietà dell’Ater di Chieti, danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009 che devastò l’Aquilano. Consistente lo stanziamento dei finanziamenti che complessivamente è di 13 milioni 150 mila euro e che riguarda 47 interventi spalmati su 10 Comuni della provincia teatina. I lavori più corposi a Chieti per 763 alloggi Ater, subito dopo c’è Ortona che riceverà aiuti per 249 alloggi, sono invece 93 gli interventi previsti a Francavilla, 57 a Orsogna, 9 a Tollo, 8 a Miglianico, Crecchio e Canosa Sannita, 6 a Pretoro, 5 a Fara Filiorum Petri e uno a Guardiagrele. Complessivamente 1.157 appartamenti da rimettere in sesto per la gioia di oltre 3 mila inquilini. Una boccata di ossigino per le asfittiche casse dell’Ater, ente sommerso dai debiti e in procinto di varare un nuovo e più rigido piano di rientro. Ma tra quanto tempo la delibera del Comitato interministeriale per la Programmazione economica diventerà operativa?
«Se, come auspicabile, la gestione del flusso finanziario delle risorse verrà affidato all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione (Usrc)» spiega Antonella Gabini, commissario straordinario dell’Ater di Chieti «sarà possibile nell’arco di qualche mese chiudere i lavori cominciati e programmare l’avvio dei nuovi cantieri».
Nella lunga lista, i primi alloggi da sistemare sono quelli delle 5 palazzine di via Amiterno, subito dopo compaiono quelli di via Pescara e via D’Annunzio. Nell’elenco anche la sistemazione di alcuni alloggi di piazza San Pio X, via G. Primavera, via Salvo D’Acquisto, la Colonnetta e in molte altre strade nella zona dello Scalo. Gli alloggi Ater interessati dai lavori sul Colle, invece, si trovano in via Madonna della Misericordia, via San Camilloe de Lellis e via Don Minzoni. «Il Cipe» sottolinea la Gabini «ha anche assegnato le risorse ai Comuni, per gli interventi di riparazione da eseguire sugli immobili dei privati. Come per esempio le case Ater acquistate dagli inquilini». Sebbene i fondi statali siano stati stanziati per la sistemazione di alloggi danneggiati dal terremoto il commissario straordinario precisa che una parte di quei finanziamenti, anche se minima, potrà essere impiegata per risolvere urgenze di altra natura negli alloggi del patrimonio Ater. Un’altra porzione, infine, dovrà essere impiegata per riavviare cantieri che si sono dovuti fermare per mancanza di fondi: la maggior parte aperti in via Amiterno e via Madonna della Misericordia.

