«Lavori solo dopo la denuncia alla Asl»

15 Dicembre 2015

LANCIANO. Tornata a casa da un trapianto, ha dovuto attendere tre giorni e chiedere anche l’intervento dell’Ufficio igiene della Asl di via Don Minzoni per vedere riconosciuto il suo diritto a...

LANCIANO. Tornata a casa da un trapianto, ha dovuto attendere tre giorni e chiedere anche l’intervento dell’Ufficio igiene della Asl di via Don Minzoni per vedere riconosciuto il suo diritto a vivere in un alloggio salubre. Nel suo, in una casa popolare, una perdita di acqua dal piano superiore aveva provocato muffe e umidità e fatto staccare anche i calcinacci in bagno. È quanto accaduto a M.E.D.L., 45enne di Lanciano che, tornata a casa dopo due mesi a seguito di un trapianto di cuore cui si è sottoposta a Roma, ha trovato il bagno gocciolante, muffa e perdite dal piano superiore. Il padre, si è subito attivato per risolvere il problema.

«Mi sono recato immediatamente in comune essendo una casa parcheggio», racconta G.D.L., «perché mia figlia, essendo trapiantata da poco, non ha difese immunitarie, è a rischio infezioni e non può vivere in un ambiente del genere con umidità e acqua che gocciola dal bagno di sopra. In comune mi hanno liquidato subito, dicendomi, sgarbatamente, che non c’erano soldi: l’intervento era troppo costoso e non si poteva fare». Su tutte le furie, il padre si è rivolto all’Ufficio igiene della Asl.

«È venuto un medico dell’ufficio e ha constatato che in quelle condizioni mia figlia non poteva vivere. E mi avrebbe rilasciato il verbale da consegnare in comune. Fortunatamente non c’è stato tempo perché sabato mi sono visto arrivare due operai dei lavori pubblici che gentilmente hanno riparato la perdita. Ne sono felice ma mi chiedo: perché bisogna arrivare a tanto? Non c’erano i soldi, serviva un’impresa per fare i lavori e invece, dopo la denuncia alla Asl, si trovano soldi e operai? Non si possono trattare i contribuenti e le persone che hanno bisogno con tanta sufficienza». (t.d.r.)

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