«Lavoriamo per la fermata dei Frecciarossa»

Stazione Vasto-San Salvo: le opinioni dei consiglieri regionali Bocchino (Lega) e Smargiassi (M5S)
VASTO. Collegamenti e servizi sono biglietti da visita che raccontano una località turistica. Vasto, purtroppo, è estremamente penalizzata in tal senso. La necessità di avere almeno una fermata del treno Frecciarossa è condivisa anche dai consiglieri regionali Sabrina Bocchino (Lega) e Pietro Smargiassi (M5S).
«Anche noi della Lega», afferma Sabrina Bocchino, «riteniamo che soprattutto in estate la fermata dei Frecciarossa sia indispensabile a garantire un servizio turistico adeguato a un territorio come il tratto della Costa dei trabocchi. Una posizione, quella espressa dai primi cittadini del territorio», sottolinea Bocchino, «che condividiamo e sulla quale noi della Lega e la Regione stiamo già lavorando e ci adopereremo perché almeno venga ripristinata una sosta sulla scia di quanto accaduto l’anno passato. Lo abbiamo fatto e proveremo a farlo dinanzi anche a chi ci sventola la bandiera dell’antieconomicità. Insieme al presidente Marco Marsilio cercheremo di interloquire con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per trovare un percorso similare. A chi invece mostra ancora segni di amnesia ricordiamo che 10 anni di governo di centrosinistra e dei suoi nominati ai vertici di Trenitalia nulla avevano portato contro la soppressione dei Frecciarossa e di tutti i treni a lunga gittata di fatto riducendo a una cattedrale nel deserto la stazione di Vasto-San Salvo e che è stato solo grazie all’interessamento di esponenti di centrodestra se quella stazione ha ottenuto finanziamenti per un miglioramento. Vasto ha riottenuto la fermata dei treni Frecciabianca e grazie al lavoro della Regione, di centrodestra, l’anno scorso anche la fermata dei Frecciarossa.
«Già diversi anni fa», riflette Smargiassi, «fui costretto a intervenire per il problema della mancanza di fermate dei treni a lunga percorrenza. Grazie a D'Alessandro e D'Alfonso arrivarono le fermate nei mesi estivi. Il periodo Covid ha cancellato tutto. Ora però è tempo di ridare a Vasto quello che spetta ad una località di 50mila abitanti con un circondario che ne conta altri 30mila. È grave anche che non sia possibile arrivare a Vasto con la bici sul treno. Per non parlare delle condizioni in cui sono sulla Statale le rotonde d'accesso alla città. Sono le uniche in regione in uno stato pietoso. È evidente che ci sono problemi con l'Anas che andrebbero risolti presto», conclude Smargiassi.
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