«Lavoro e calo delle tasse Così rilancio la mia città»

11 Aprile 2017

Intervista all’ex calciatore Di Nardo, candidato sindaco del centrodestra «No all’impianto gpl al porto, sì agli investimenti per il turismo e la sanità»

ORTONA. Da bomber sui campi di calcio ad aspirante primo cittadino di Ortona. Il candidato sindaco di centrodestra, Angelo Di Nardo, va a caccia della vittoria nella partita più importante: insieme alla sua squadra (Fratelli d'Italia-An, Noi con Salvini e Libertà e Bene comune per Ortona) tenta la scalata a palazzo di città. Vuole fare centro Di Nardo, proprio come era abituato nel mondo professionistico del calcio. Nel ruolo di attaccante ha raggiunto la Serie B, dove ha fatto parte della rosa dell’Arezzo, allenato allora da Antonio Conte, attuale tecnico del Chelsea. Ha giocato in diverse squadre nei campionati di B e Lega Pro, prima di diventare imprenditore di successo. Al suo curriculum ora vuole aggiungere la voce “sindaco di Ortona”.

Qual è il tema centrale della sua campagna elettorale?

«Sicuramente l’occupazione. Vorrei creare uno sportello per il lavoro e lo sviluppo, un collegamento sinergico tra i centri dei servizi per l’impiego con le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali. Si tratterebbe di un punto di incontro tra domanda e offerta. Faccio un esempio: se a un’azienda servisse un elettricista, potrebbe chiamare questo sportello che cercherebbe di andare incontro alle esigenze aziendali individuando il profilo più opportuno tra le domande di lavoro in essere».

Ha in mente soluzioni per far crescere il tasso di occupazione giovanile?

«L’idea precedentemente esposta potrebbe diventare una soluzione in grado di ridurre il tasso di disoccupazione. Potrebbe offrire una possibilità in più a chi cerca lavoro. Io facendo impresa mi rendo conto più di chiunque altro dei problemi che ci sono sul territorio».

Quali interventi si possono attuare per far fronte alla crisi del commercio locale?

«Vorrei partire da un discorso turistico, evitando innanzitutto l’insediamento del deposito gpl. Mi piacerebbe creare un collegamento tra il porto e il centro cittadino perché ho constatato quanto sia precario. Chi arriva allo scalo marittimo oggi ha difficoltà ad arrivare in centro. Ho in mente inoltre di creare dei percorsi itineranti, offrendo di conseguenza al turista un motivo per venire a Ortona ma anche tornarci. Dobbiamo cercare di rendere attrattivo il nostro Comune».

Capitolo tasse. Si può ipotizzare un abbattimento delle imposte comunali?

«Oggi Ortona ha demandato totalmente la riscossione dei tributi alla Soget, a cui il Comune dà il 25% di quello che riscuote. Se però riuscissimo ad affidare tutto all’ufficio tributi, sottraendo di conseguenza quel 25% alla Soget stessa, si potrebbe sperare di rivedere alcune cifre sulle imposte. Ci sono da fare però delle valutazioni, poichè la situazione economica è molto delicata».

Ortona è anche una città culturale. Chi potrebbe ricoprire il ruolo di assessore alla cultura?

«Siamo ancora in fase di assembramento per quanto riguarda le nostre liste. È chiaro che la nomina di un assessore dipenderà anche dai risultati che ognuno riesce a ottenere, seppure non sarà solo quello il criterio di assegnazione. Ci sono comunque persone nel nostro gruppo in grado di occuparsi di cultura».

In merito al possibile insediamento dell’impianto gpl e sulla sanità, quali sono le sue posizioni?

«Sullo scalo marittimo il Comune ha perso molte delle competenze che aveva perché c’è l’autorità di sistema portuale. Il deposito gpl non si deve realizzare in quanto pericoloso poichè manca totalmente di viabilità alternativa. E poi preclude la possibilità dello sviluppo turistico. Sulla sanità invece credo che si possano presentare richieste e fare pressioni per aumentare i servizi ambulatoriali come urologia, endocrinologia, al fine di garantire un minimo di continuità assistenziale al paziente. È un qualcosa che l'amministrazione può fare in un contesto nel quale, tuttavia, anche in tema di sanità, il Comune ha poca competenza dato che molto dipende da ministero e dalla Regione».

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