Le 27 famiglie rientrano a palazzo Cirulli

Ortona. I risultati dell’Arta escludono problemi nella salubrità dell’aria dopo l’incendio nel vano ascensore dell’edificio
ORTONA. Condizioni nella norma: i residenti di palazzo Cirulli possono tornare tranquillamente nei rispettivi appartamenti. Sono arrivati anche i risultati delle analisi effettuate dall’Arta per verificare la salubrità dell’aria nella zona in cui è scoppiato il rogo durante la notte tra giovedì e venerdì. Controlli che hanno scongiurato qualsiasi problema, pertanto anche quelle famiglie che avevano deciso di trascorrere altrove la notte successiva all’incendio divampato nel vano ascensore sono state rassicurate. Il monitoraggio attraverso quattro punti di prelievo hanno evidenziato che «le concentrazioni di tutte le sostanze volatili rilevabili con le tecniche analitiche impiegate sono risultate al di sotto dei livelli di sensibilità strumentale. In particolare non è stata rilevata presenza né di composti organici aromatici (benzene, toluene, etilbenzene, xileni-Btex e stirene) né di composti organici ossigenati, solitamente riscontrati nell'aria ambiente di aree interessate da incendi».
Il tutto è stato spiegato ai residenti delle famiglie in un incontro che si è tenuto a mezzogiorno di ieri alla Sala Eden, locale che l’amministrazione comunale aveva messo a disposizione dei 27 nuclei familiari evacuati durante le fasi dei soccorsi come punto di prima accoglienza. Alla riunione hanno presenziato il sindaco Leo Castiglione e l’assessore alla Protezione civile, Roberta Daloiso. Le analisi dell’Arta vanno ad aggiungersi ai rilievi effettuati dai vigili del fuoco, che hanno certificato l’assenza di lesioni strutturali allo stabile.
«Alla luce di questi risultati», sottolinea Castiglione, «possiamo dire che l’emergenza è finita e che per fortuna questa vicenda si è risolta senza danni per l’incolumità delle persone. Certo», aggiunge il primo cittadino, «per gli inquilini non sarà comunque facile superare lo shock emotivo dell’esperienza».
Emergenza finita, dunque, ma rimangono ancora diverse domande senza risvolti. Interrogativi ai quali i carabinieri della Compagnia di Ortona, agli ordini del maggiore Roberto Ragucci, cercheranno di dare risposta attraverso le indagini in corso. Quali sono state le cause dell’incendio? È questo il quesito principe. Le circostanze e le dinamiche farebbero pensare a delle responsabilità sulle quali però al momento gli inquirenti non si sbilanciano. La presenza di rifiuti domestici all’interno dell’ascensore, tuttavia, lascerebbero quantomeno pensare a una natura colposa del rogo. Ma resta aperta anche la pista dolosa. L’ascensore è sotto sequestro per le indagini.
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