Le accuse confermate anche dal medico
Le indagini sugli abusi sessuali nei confronti dei piccoli atleti sono state condotte dai poliziotti della squadra mobile di Chieti. La sezione specializzata per i reati contro i minori ha raccolto...
Le indagini sugli abusi sessuali nei confronti dei piccoli atleti sono state condotte dai poliziotti della squadra mobile di Chieti. La sezione specializzata per i reati contro i minori ha raccolto la denuncia di una prima mamma che aveva portato il figlio in ospedale. Nel giro di poche settimane, grazie agli accertamenti degli investigatori, è stato possibile ricostruire nel dettaglio il quadro delle violenze e, soprattutto, evitare che si ripetessero episodi analoghi. Così, il 22 marzo del 2017, Riccardo Furgiuele è stato arrestato ed è finito in carcere con l’accusa di aver abusato di tre piccoli atleti. Poi, il cerchio si è ulteriormente allargato. I racconti dei bambini sono stati cristallizzati durante l’incidente probatorio. Il medico legale Cristian D’Ovidio, nominato consulente dalla procura, ha confermato in aula che quanto riportato sul certificato dai sanitari del pronto soccorso era compatibile con una violenza sessuale. Ieri mattina, Furgiuele è tornato di nuovo in carcere dopo che la pena a 12 anni di reclusione è diventata definitiva. L’allenatore è stato anche condannato in primo grado (con il rito abbreviato) a 5 anni di carcere per abusi su un altro piccolo atleta. (g.let.)

