Le carte dei vigili del fuoco: danni ai solai, rischio crolli

I rilievi del sopralluogo dopo il distacco del soffitto nel reparto di Chirurgia «Infiltrazioni d’acqua e armature ossidate, servono controlli approfonditi»
VASTO. Pazienti che chiedono di lasciare l’ospedale per paura e invocano chiarezza sui solai ai rischio crollo. Mentre la polemica politica sul futuro del San Pio non si placa, a fare chiarezza sulle reali condizioni del presidio è la relazione dei vigili del fuoco inviata al Comune di Vasto e alla Prefettura di Chieti dopo il sopralluogo in ospedale a causa del distacco di un soffitto in Chirurgia. Il verbale parla apertamente di «pericolo»: «Nel reparto di Chirurgia», recita il documento, «l’ossidazione delle armature metalliche del solaio sono localizzate vicino alla parete esterna sottostante una balconata nella quale sono presenti tubazioni per il riscaldamento e lo scolo delle acque piovane dalle quali non si escludono infiltrazioni di acqua. Dalla verifica», dicono ancora i vigili del fuoco, «è emersa una situazione di potenziale pericolo rappresentato dal degrado dei solai e in particolare dall’ossidazione delle armature metalliche con riduzione in alcuni punti di circa il 50% della sezione e del sap( solaio armato) realizzato negli anni che vanno dal 1960 al 1970 rivelatesi in tutta Italia particolarmente vulnerabili alle ossidazioni per scarsa compattezza del calcestruzzo con funzione di copri ferro». Meno grave sembra la situazione a ostetricia e ginecologia dove non sono state riscontrate criticità. Ma le conclusioni dei vigili del fuoco non sono rassicuranti: «A salvaguardia della pubblica incolumità», dice la relazione, «è necessario disporre verifiche e sopralluoghi da parte di un tecnico abilitato, per accertare le condizioni di sicurezza del fabbricato in generale, accertando anche la resistenza ai carichi previsti dalla vigente normativa nonché tutti i lavori di ristrutturazione e ripristino che il caso richiede. L’autorità comunale è invitata a prendere tutti i provvedimenti contingenti e urgenti necessari ai fini della pubblica incolumità». Ed è esattamente quello che ha fatto il sindaco Francesco Menna con l’ordinanza di chiusura dei reparti a rischio e rimettendo in Procura tutta la documentazione.
Intanto, le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, sul possibile crollo del San Pio, scatenano un putiferio politico e allarme fra gli utenti. Insorgono i comitati: «L’assessore e il direttore generale Asl Thomas Schael hanno il dovere a questo punto di fare la massima chiarezza in consiglio comunale», chiede l’associazione Codici di Riccardo Alinovi. «Se davvero l’ospedale rischia di crollare», dice l’avvocato Angela Pennetta dell’associazione L’Arcobaleno, «l’assessore deve chiarire perché il direttore generale anziché perdere tempo non affida a un pool di ingegneri lo studio della struttura con delle microcamere. Verì e Schael», insistono Codici e L’Arcobaleno, «devono smetterla con le frasi a effetto e dire chiaramente che intenzioni hanno prima che il San Pio crolli davvero».

